Decisione (PESC) 2015/740 del Consiglio del 7 maggio 2015 concernente misure restrittive in considerazione della situazione nel Sud Sudan e che abroga la decisione 2014/449/PESC
Testo vigente
ALLEGATO II
ALLEGATO II
Elenco delle persone e delle entità di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), e all'articolo 6, paragrafo 1, lettera b)
| Nome | Informazioni identificative | Motivi | Data di inserimento nell’elenco | |
| 1. | Michael MAKUEI LUETH | Data di nascita: 1947 Luogo di nascita: Bor, Sud Sudan; Bor, Sudan Sesso: maschile | Michael Makuei Lueth ha ricoperto la carica di ministro dell’Informazione e delle telecomunicazioni nel governo transitorio di unità nazionale rivitalizzato nel Sud Sudan dal 2013 al novembre 2025. Dal novembre 2025 ricopre la carica di ministro della Giustizia e degli affari costituzionali del Sud Sudan. È stato inoltre il portavoce pubblico della delegazione del governo nei colloqui di pace dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Intergovernmental Authority on Development) dal 2014 al 2015 e dal 2016 al 2018. Michael Makuei Lueth ha ostacolato, in particolare mediante dichiarazioni pubbliche incendiarie, l’attuazione dell’accordo sulla risoluzione del conflitto in Sud Sudan (ARCSS) dell’agosto 2015 [(sostituito nel settembre 2018 dall’«accordo rivitalizzato» (R-ARCSS)], i lavori della commissione congiunta di monitoraggio e valutazione dell’ARCSS (JMEC, rinominata «JMEC ricostituita» nel quadro dell’R-ARCSS), la creazione delle istituzioni di giustizia di transizione dell’ARCSS (prevista anche nell’R-ARCSS) e le operazioni della forza di protezione regionale delle Nazioni Unite. Michael Makuei Lueth è inoltre coinvolto nella limitazione sistematica dello spazio politico e democratico e nella repressione dei mezzi di informazione, anche attraverso continue minacce contro i giornalisti e il sostegno alla censura dei mezzi di informazione, il che ostacola la democratizzazione e la pace sostenibile nel Sud Sudan. Dall’inizio del 2025 Michael Makuei Lueth rifiuta pubblicamente gli inviti al dialogo, ricorrendo a una retorica conflittuale e incendiaria in un contesto sempre più teso. Michael Makuei Lueth ha inoltre difeso gli arresti del primo vicepresidente Riek Machar e dei suoi alleati, ostacolando gli sforzi volti a ridurre le tensioni. Pertanto, Michael Makuei Lueth ostacola il processo politico nel Sud Sudan ed è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, in particolare della libertà di espressione. | 3.2.2018 |