Direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008 relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa
Testo vigente
ALLEGATO IX
ALLEGATO IX Criteri per calcolare il numero minimo di punti di campionamento per la misurazione in siti fissi delle concentrazioni di ozono
A. Numero minimo di punti di campionamento per le misurazioni in siti fissi delle concentrazioni di ozono
Numero minimo di punti di campionamento per misurazioni in continuo in siti fissi atte a valutare il grado di raggiungimento dei valori-obiettivo, obiettivi a lungo termine e soglie di informazione e di allarme laddove queste misurazioni costituiscono l'unica fonte di informazione:
| Popolazione (× 1000) | Agglomerato | Altre zone | Fondo rurale |
| < 250 | 1 | 1 stazione/50000 km2 come densità media di tutte le zone di un paese | |
| < 500 | 1 | 2 | |
| < 1000 | 2 | 2 | |
| < 1500 | 3 | 3 | |
| < 2000 | 3 | 4 | |
| < 2750 | 4 | 5 | |
| < 3750 | 5 | 6 | |
| > 3750 | 1 stazione supplementare per 2 milioni di abitanti | 1 stazione supplementare per 2 milioni di abitanti |
B. Numero minimo di punti di campionamento per le misurazioni in siti fissi in zone ed agglomerati che raggiungono gli obiettivi a lungo termine
Il numero di punti di campionamento per l’ozono, unito ad altri metodi di valutazione supplementari quali le tecniche di modellizzazione della qualità dell’aria e la misurazione contestuale di biossido di azoto, deve essere sufficiente per esaminare la tendenza dell’inquinamento da ozono e verificare la conformità agli obiettivi a lungo termine. Il numero di stazioni situate negli agglomerati e nelle altre zone può essere ridotto ad un terzo del numero indicato al punto A. Qualora le informazioni raccolte da stazioni di misurazione in siti fissi siano l’unica fonte di informazione, deve essere mantenuta almeno una stazione di monitoraggio. Se nelle zone in cui esistono altri metodi di valutazione a seguito di ciò una zona rimane priva di stazioni, deve essere istituito un coordinamento con un numero di stazioni nelle zone limitrofe tale da garantire una corretta valutazione delle concentrazioni di ozono rispetto agli obiettivi a lungo termine. Il numero delle stazioni rurali di fondo deve essere pari a 1 per ogni 100000 km2.