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Corte di giustizia dell'Unione europea

Corte giust. UE, Sentenza del 9 novembre 1977, causa 41/77

Decisione
decisa il 1977-11-09
ECLI
ECLI:EU:C:1977:177

Epigrafe

Nel procedimento 41/77, avente ad oggetto la domanda di pronunzia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell'art. 177 del trattato CEE, dalla High Court of Justice, Queen's Bench Division (Divisional Court), nella causa dinanzi ad essa pendente tra THE QUEEN (la Regina) e NATIONAL INSURANCE COMMISSIONER, EX PARTE CHRISTINE MARGARET WARRY, (causa vertente sulla domanda di pensione d'invalidità del sig. John Patrick Kelly) domanda relativa all'interpretazione degli artt. 40, 45 e 46 del regolamento CEE n. 1408/71. LA CORTE, composta dai signori: H. Kutscher, presidente; M. Sørensen e G. Bosco, presidenti di sezione; A. Donner, J. Mertens de Wilmars, P. Pescatore, A. J. Mackenzie Stuart, A. O'Keeffe e A. Touffait, giudici; avvocato generale: J.-P. Warner; cancelliere: A. Van Houtte, ha pronunziato la seguente

SENTENZA › In fatto

paragrafo 1
Gli antefatti, il procedimento e le osservazioni presentate a norma dell'art. 20 del protocollo sullo Statuto della Corte di giustizia possono riassumersi come segue:

SENTENZA › In fatto › I — Gli antefatti ed il procedimento

paragrafo 1
John Patrick Kelly, cittadino britannico, è stato affiliato al regime previdenziale britannico dal 1933 al luglio 1971, salvo nel periodo da lui trascorso in Germania dal 1947 o 1948 al 1951. Trasferitosi nuovamente in Germania nel 1971, vi ha lavorato ed è stato iscritto al regime previdenziale tedesco dall'agosto 1971 al giugno 1973, data alla quale cadeva ammalato. Egli rimaneva in Germania ed ivi fruiva di prestazioni di malattia dall'agosto 1973 al giugno 1974, dopodiché gli veniva corrisposta una pensione parziale di invalidità calcolata in base ai periodi assicurativi maturati in Germania. Egli presentava pure una domanda di pensione d'invalidità in Gran Bretagna.
paragrafo 2
Al momento della domanda, la norma disciplinante la materia in Gran Bretagna era 1 art. 3, n. 1 del National Insurance Act del 1971 che recitava:
paragrafo 3
«Fatte salve le disposizioni della presente sezione, qualora, relativamente a qualsiasi periodo di interruzione del lavoro, un soggetto abbia avuto diritto a prestazioni di malattia per 168 giorni, a) viene meno il suo diritto a dette prestazioni per ogni giorno successivo di incapacità lavorativa che ricade entro detto periodo; e b) salvoché egli abbia superato l'età della pensione e non svolga più attività regolare, gli spetta una pensione di invalidità per ogni giorno di incapacità lavo nel periodo in cui, in forza della di cui sopra, egli non ha di prestazioni di malattia».
paragrafo 4
La norma è stata sostituita da una disposizione analoga, riportata nella sezione 15, n. 1 del Social Security Act del 1975.
paragrafo 5
Secondo la legge del Regno Unito, le domande relative a prestazioni d'invalidità vengono esaminate dapprima da un insurance officer. Se l'interessato non è soddisfatto dell'esito della domanda, il provvedimento relativo può essere impugnato dinanzi ad un «locai tribunal». Sia 1 interessato che l'insurance officer possono impugnare ulteriormente la sentenza del local tribunal appellandosi dinanzi ad un National Insurance Commissioner, che si pronuncia in ultimo grado.
paragrafo 6
L'«insurance officer» respingeva la domanda del Kelly, poiché egli non aveva avuto né si poteva considerare come avente diritto a prestazioni di malattia per 168 giorni. Il «locai tribunal» respingeva l'appello che il Kelly aveva interposto contro il provvedimento dell'«insurance officer».
paragrafo 7
L'11 marzo 1976, il «National Insurance Commissioner», accogliendo il ricorso del Kelly stabiliva che
paragrafo 8
«… la prestazione di invalidità, se non cade sotto il divieto delle disposizioni in materia di cumulo di prestazioni di cui appresso, va corrisposta al ricorrente in forza dell'art. 46, n. 2 del regolamento del Consiglio CEE n. 1408/71».
paragrafo 9
Pur se il National Insurance Commissioner ha l'ultima parola nella gerarchia di appelli in materia di diritti a prestazioni sanciti dalla legge, la High Court of Justice ha, in forza dei principi generali del diritto inglese, un certo potere di sindacato sulle pronunce del Commissioner, ed uno dei modi in cui detto sindacato si esercita è l'ordinanza cosiddetta «certiorari», con cui la High Court può cassare la sentenza di un giudice inferiore. Nella fattispecie è stato l'insurance officer che ha chiesto il certiorari, per far annullare la pronuncia del National Insurance Commissioner, alla High Court, Queen's Bench Division, Divisional Court.
paragrafo 10
A norma dell'art. 177 del trattato CEE, la Queen's Bench Division ha sottoposto alla Corte di giustizia le seguenti questioni pregiudiziali:
paragrafo 11
«Quando la legislazione di uno Stato membro subordina l'acquisto del diritto alle prestazioni di invalidità alla condizione che l'interessato abbia avuto diritto alle prestazioni di malattia, a norma di detta legislazione, per complessivi 168 giorni nel periodo immediatamente precedente, ove detta condizione dipende, per quanto qui c'interessa, (a) dal compimento di periodi assicurativi, (b) dalla presentazione di una domanda in un modo determinato ed entro un determinato termine — (i) se l'art. 51 del trattato di Roma vieti l'applicazione di una condizione del genere dei casi contemplati dagli artt. 40, 45 e 46 del regolamento CEE n. 1408; (ii) (a) 45 o (b) 46 contemplino una legislazione del genere; (iii) se tutti o qualcuno dei detti artt. 40, 45 e 46 — (a) autorizzino a considerare una condizione del genere come in tutto o in parte soddisfatta; o (b) impongano di disapplicare, in tutto o in parte una condizione del genere in caso affermativo, entro quali limiti».
paragrafo 12
A norma dell'art. 20 dello Statuto della Corte di giustizia, hanno presentato osservazioni scritte l'insurance officer e la Commissione. Il Kelly, cui gli atti processuali sono stati notificati, ha dichiarato di non voler presentare osservazioni e di non voler designare alcun rappresentante. Su relazione del giudice relatore, sentito l'avvocato generale, la Corte ha deciso di passare alla fase orale senza procedere ad istruttoria.

SENTENZA › In fatto › II — Le osservazioni presentate a norma dell'art. 20 del protocollo sullo statuto della Corte di giustizia della Comunità economica europea › A — Osservazioni dell'insurance officer

paragrafo 1
L'insurance officer fa osservare che, a norma della legislazione del Regno Unito, il primo presupposto per l'acquisizione del diritto a prestazioni d'invalidità è che l'interessato abbia avuto diritto a prestazioni di malattia nei 168 giorni che hanno immediatamente preceduto la presentazione della sua domanda di pensione d'invalidità; il secondo è il versamento di un minimo contributivo, in qualsiasi momento, tra l'inizio dell'affiliazione al regime previdenziale britannico e la scadenza dei 168 giorni in questione. Il richiamo al minimo contributivo che deve essere versato rientra nell'ambito della definizione dei «periodi di assicurazione» di cui all'art. 1, lett. r) del regolamento n. 1408/71. Inoltre l'acquisto del diritto alle prestazioni di malattia è subordinato alla presentazione di una domanda ad hoc nella forma e nei termini prescritti (art. 48, n. 1 del National Insurance Act del 1965). A norma dell'art. 49, n. 3 della stessa legge, l'inosservanza del termine prescritto per la domanda implica decadenza dal diritto, salvoché il ritardo sia imputabile a giustificati motivi, che vanno esposti all insurance officer. Per stabilire se i periodi assicurativi siano stati maturati e se una domanda sia o meno stata presentata ritualmente, è competente il ministro e non l'insurance officer. Per poter fruire delle prestazioni di invalidità, l'interessato deve aver in precedenza acquistato il diritto alle prestazioni di malattia durante 168 giorni, cioè aver maturato periodi assicurativi ed aver presentato domanda per ottenere le prestazioni di malattia.
paragrafo 2
Circa la prima questione, l'insurance officer ritiene che non si possa interpretare l'art. 51 del trattato nel senso che si opponga alla applicazione della legislazione di uno Stato membro che subordina l'acquisto di un diritto a prestazioni di invalidità alla maturazione di un periodo durante il quale all'interessato spettavano prestazioni di malattia in virtù della stessa legislazione. Si potrebbe pensare che l'art. 51 ha questo effetto solo se si ritenesse che esso conferisce ai singoli il diritto di sottrarsi ad ogni condizione, imposta dalla legislazione previdenziale nazionale, che possa considerarsi come impedimento alla libera circolazione dei lavoratori nell'ambito della Comunità. Questa sarebbe un'interpretazione aberrante dei principi fissati dalla Corte in più sentenze (26/62 Van Gend & Loos, Racc. 1963, pag. 1; 13/68 Salgoil, Racc. 1968, pag. 601; 2/74 Reyners, Racc. 1974, pag. 631). È possibile che l'art. 51 implichi l'adozione, da parte del Consiglio, di una disposizione che contempli l'obbligo di tener conto di un periodo, nel quale ad un singolo spettavano prestazioni di malattia in un altro Stato membro, ai fini dell'applicazione della disciplina previdenziale del Regno Unito e l'«insurance officer» ha appreso che la Commissione ha già presentato al Consiglio una proposta onde modificare in questo senso la disciplina vigente in materia.
paragrafo 3
Nella causa 20/75, d'Amico (Racc. 1975, pag. 891), la Corte ha stabilito che la disciplina comunitaria non vietava una disposizione di legge che prescriveva che, per l'acquisizione del diritto al collocamento a riposo anticipato, l'interessato doveva essere disoccupato da un certo tempo e doveva rimanere a disposizione dell ufficio di collocamento dello Stato membro in questione. La fattispecie dovrebbe venir risolta riferendosi, per analogia, a quella situazione.
paragrafo 4
Per quel che riguarda la seconda questione, l'insurance officer ritiene che l'art. 45 del regolamento non sia applicabile. Pur se, a norma dell'art. 1 (t) del regolamento, il termine «prestazioni» comprende «tutte le prestazioni» di cui all'art. 45, il termine si dovrebbe intendere nel senso che si riferisce alle sole prestazioni cui si applica il capitolo 3, cioè le prestazioni d'invalidità. Il capitolo 3 e l'art. 45 non sono applicabili alle prestazioni di malattia. Secondo la legislazione britannica, la residenza ha importanza diretta in materia di prestazioni di malattia e di invalidità solo onde evitare la perdita del beneficio delle prestazioni a causa della residenza all'estero. Come formulato inizialmente dal Consiglio, l'art. 45 menzionava solo la maturazione di periodi assicurativi, infatti il richiamo ai periodi di residenza è stato inserito dopo la modifica di detta disposizione ad opera dell'art. 1, n. 13 del regolamento n. 2864/72 concernente l'adesione della Danimarca, la cui legislazione subordina il diritto a prestazioni a periodi di residenza. L'art. 45 ha lo scopo di determinare l'acquisto di un diritto a prestazioni (o, eventualmente, la conservazione o il recupero di tale diritto), tenendo conto dei periodi assicurativi o di residenza, qualora ciò sia necessario per l'acquisto del diritto a dette prestazioni. L'art. 46 ha solo la funzione di determinare l'importo di dette prestazioni. Di conseguenza, dette norme possono applicarsi solo una volta dimostrato che sussiste, nella fattispecie, il diritto a prestazioni di invalidità.

SENTENZA › In fatto › II — Le osservazioni presentate a norma dell'art. 20 del protocollo sullo statuto della Corte di giustizia della Comunità economica europea › B — Osservazioni presentate dalla Commissione

paragrafo 1
Nelle sue osservazioni, la Commissione sottolinea che la legislazione del Regno Unito è una legislazione di tipo A, mentre quella della Repubblica federale di Germania è di tipo B. Quindi l'art. 40, n. 1 del regolamento n. 1408/71 si applica nella fattispecie. Il capitolo 3 del regolamento, che si dovrebbe applicare per analogia, stabilisce che si deve operare la liquidazione tenendo conto di tutte le legislazioni cui il lavoratore è stato assoggettato. È quindi d'uopo tener conto della legislazione della Repubblica federale di Germania e di quella del Regno Unito.
paragrafo 2
Nella versione iniziale, l'art. 45 faceva riferimento a «periodi di assicurazione». Nella nuova versione, modificata a seguito dell'adesione dei tre nuovi Stati membri, e tramite il regolamento del Consiglio n. 2864/72, si fa pure riferimento a «periodi di residenza», termine che, secondo l'art. 1 (s) (a) del regolamento n. 1408/71, designa i periodi di residenza, definiti o riconosciuti come tali dalla legislazione nel cui ambito sono stati maturati o si considerano come maturati. Detti emendamenti sono stati apportati in considerazione della legislazione previdenziale danese.
paragrafo 3
Tre sentenze della Corte di giustizia possono giovare alla soluzione dei quesiti in esame: nella causa 2/72, Salvatore Murru (Racc. 1972, pag. 333) la Corte ha stabilito che, per determinare entro quali limiti un periodo di disoccupazione sia assimilabile ad un periodo di lavoro, si deve assumere come parametro la legislazione nel cui ambito si è maturato detto periodo. Nella causa 33/75, Galati (Racc. 1975, pag. 1323) l'avvocato generale Reischl ha espresso il parere che l'espressione «periodi di assicurazione» pone nettamente l'accento sull'ordinamento giuridico nel quale si sono maturati i periodi assicurativi e il solo punto cruciale è quello di stabilire se detto ordinamento riconosca detti periodi come periodi assicurativi. La terza causa è la causa d'Amico, cui si è riferito pure l'insurance officer.
paragrafo 4
Per la Commissione, l'art. 51 del trattato non osta a che vi sia una norma di diritto nazionale che subordina l'acquisto di un diritto a prestazioni previdenziali o a formalità e termini relativamente alla domanda di prestazioni, o alla sussistenza di una precedente situazione di fatto nella quale l'interessato godeva di diritto a prestazioni. Nel caso d'Amico, il problema della compatibilità della condizione secondo la quale il postulante deve esser stato disoccupato nello Stato membro di cui trattasi non è stato sollevato e la Corte ha dichiarato che tale condizione è compatibile con il regolamento n. 1408/71.
paragrafo 5
Affinché l'art. n. 45 contempli le legislazioni che prevedono condizioni del tipo illustrato in precedenza, è sufficiente che il diritto dello Stato membro di cui trattasi ammetta che la condizione si riferisce ad un periodo assicurativo o di residenza, perché si debba tener conto di altri periodi similari, riconosciuti come tali da uno o più Stati membri diversi dal primo. Affinché l'art. 46 possa venir applicato è però necessario che vi sia acquisto di diritto a prestazioni, o senza alcun riferimento all'art. 45, o in virtù dello stesso.
paragrafo 6
La Commissione propone le seguenti soluzioni alle questioni sottoposte dalla High Court.
paragrafo 7
1. L'art. 51 del trattato CEE non vieta che la legislazione di uno Stato membro subordini l'acquisto del diritto a prestazioni di invalidità alla condizione che l'interessato abbia avuto diritto a prestazioni di malattia a norma della stessa legislazione per complessivi 168 giorni durante il periodo unmediatamente precedente, rimanendo fermo che, per quanto interessa nella fattispecie, tale condizione presuppone che: a) siano stati maturati periodi assicurativi e b) sia stata presentata una domanda ad hoc nella forma e nei termini prescritti. 2. Gli artt. 45 e 46 del regolamento (CEE) n. 1408/71 si applicano a detta legislazione, allorché il diritto dello Stato membro di cui trattasi prevede condizioni in base alle quali la prestazione dipende da periodi assicurativi o di residenza e vi sono periodi di questo tipo, maturati nell'ambito della legislazione di altri Stati membri, da prendere in considerazione. 3. L'art. 45 del regolamento (CEE) n. 1408/71 consente di ritenere che tale requisito sia soddisfatto nei limiti in cui si considera che tale condizione subordini la prestazione a periodi assicurativi o di residenza e tali periodi, maturati nell'ambito della legislazione di altri Stati membri, vengano presi in considerazione.
paragrafo 8
All'udienza del 27 settembre 1977 hanno presentato osservazioni orali l'insurance officer, rappresentato dal sig. Woolf e la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dal sig. Alien, in qualità di agente.
paragrafo 9
L'avvocato generale ha presentato le sue conclusioni nell'udienza del 18 ottobre 1977.

SENTENZA › In diritto

punto 1
Con ordinanza 15 febbraio 1977, pervenuta in cancelleria il 12 aprile 1977, la High Court of Justice, Queen's Bench Division (Divisional Court) ha sottoposto a questa Corte, a norma dell'art. 177 del trattato CEE, alcune questioni sull'interpretazione dell'art. 51 del trattato e degli artt. 40, 45 e 46 del regolamento del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità (GU n. L 149, pag. 2);
punto 2
dette questioni sono insorte nell'ambito di una controversia vertente sul diritto al versamento della pensione di invalidità, in virtù della legislazione britannica, ad un cittadino del Regno Unito che ha maturato periodi assicurativi in Gran Bretagna, salvo una breve interruzione, dal 1933 al luglio 1971 e nella Repubblica federale di Germania dal luglio 1971 al giugno 1973, data in cui si ammalò;
punto 3
dal fascicolo risulta che egli ha continuato a risiedere nella Repubblica federale di Germania e vi ha riscosso prestazioni di malattia dall'agosto 1973 al giugno 1974, quindi — da questa data in poi — ha fruito di una pensione parziale di invalidità proporzionale al periodo assicurativo maturato in Germania;
punto 4
avendo presentato pure una domanda di pensione in Gran Bretagna, l'autorità competente per l'istruzione della pratica, l'insurance officer, respingeva la richiesta in quanto il postulante non risultava legittimato a fruire di prestazioni di malattia durante un periodo di 168 giorni, previsto dalla legislazione britannica come presupposto per la concessione della pensione di invalidità; quindi non aveva diritto alla pensione stessa;
punto 5
il local tribunal, in sede d'appello, disattendeva il ricorso dell'interessato avverso il provvedimento dell'insurance officer;
punto 6
per contro, il National Insurance Commissioner accoglieva l'impugnazione dell'interessato avverso la sentenza del local tribunal in quanto «la prestazione di invalidità, se non cade sotto il divieto delle disposizioni in materia di cumulo di prestazioni di cui appresso, va corrisposta al ricorrente in forza dell'art. 46, n. 2 del regolamento del Consiglio CEE n. 1408/71»;
punto 7
tuttavia l'insurance officer adiva una Divisional Court della Queen's Bench Division della High Court of Justice, chiedendo un provvedimento di certiorari che cassasse la sentenza del National Insurance Commissioner;
punto 8
ritenendo necessaria ai fini della propria pronunzia la soluzione pregiudiziale di alcune questioni la Divisional Court ha chiesto alla Corte di giustizia: «quando la legislazione di uno Stato membro subordina l'acquisto del diritto alle prestazioni di invalidità alla condizione che l'interessato abbia avuto diritto alle prestazioni di malattia, a norma di detta legislazione, per complessivi 168 giorni nel periodo immediatamente precedente, ove detta condizione dipende, per quanto qui c'interessa, (a) dal compimento di periodi assicurativi, (b) dalla presentazione di una domanda in un modo determinato ed entro un determinato termine — (i) se l'art. 51 del Trattato di Roma vieti l'applicazione di una condizione del genere nei casi contemplati dagli artt. 40, 45 e 46 del regolamento CEE n. 1408/71; (ii) se gli articoli (a) 45 o (b) 46 contemplino una legislazione del genere; (iii) se tutti o qualcuno dei detti artt. 40, 45 e 46 — (a) autorizzino a considerare una condizione del genere come in tutto o in parte soddisfatta; o (b) impongano di disapplicare, in tutto o in parte, una condizione del genere in caso affermativo, entro quali limiti».
punto 9
Le questioni sono state sollevate dalla Divisional Court nell'ambito di una legislazione che subordina il diritto alla pensione di invalidità al diritto a prestazioni di malattia per un periodo di 168 giorni;
punto 10
la legislazione britannica vigente al tempo di cui trattasi prescriveva che, per avere diritto a prestazioni di malattia, l'interessato doveva aver versato contributi durante un certo periodo e presentato domanda ad hoc nella forma prescritta ed entro un determinato termine dal verificarsi del rischio;
punto 11
è assodato che l'interessato né aveva versato contributi in Gran Bretagna durante il periodo prescritto né aveva presentato domanda tempestivamente;
punto 12
pare che — a norma di detta legislazione — nonostante il versamento dei contributi e la presentazione della domanda, e quindi l'acquisto del diritto a prestazioni, queste non avrebbero potuto venir corrisposte finché l'interessato era assente dalla Gran Bretagna;
punto 13
poiché il giudice proponente non accenna a questa condizione di residenza, la Corte può ritenere che la Divisional Court sia d'avviso che, ai fini della legge previdenziale britannica in materia di pensioni di invalidità, è sufficiente che l'interessato vada considerato come avente diritto alle prestazioni di malattia per un periodo di 168 giorni, pur se — in forza della clausola di residenza — la loro corresponsione è sospesa.
punto 14
L'art. 18 del regolamento n. 1408/71 recita: «l'istituzione competente di uno Stato membro la cui legislazione [in fatto di prestazioni di malattia], subordina l'acquisizione, il mantenimento o il recupero del diritto alle prestazioni al compimento di periodi di assicurazione, tiene conto, nella misura necessaria, dei periodi di assicurazione compiuti sotto la legislazione di ogni altro Stato membro come se si trattasse di periodi compiuti sotto la legislazione che essa applica»;
punto 15
quindi, per l'acquisto del diritto alle prestazioni di malattia secondo la legge britannica, si deve tener conto dei periodi assicurativi maturati nella Repubblica federale di Germania come se fossero stati maturati sotto il regime previdenziale britannico;
punto 16
tuttavia l'interessato, che a quel tempo risiedeva nella Repubblica federale di Germania, non avrebbe potuto percepire le prestazioni, giacché l'art. 10 del regolamento n. 1408/71, che abolisce le clausole della residenza, non contempla le prestazioni di malattia;
punto 17
di conseguenza, sarebbe stato inutile, per l'interessato, presentare ritualmente una domanda di prestazioni di malattia.
punto 18
L'art. 51 del trattato impone al Consiglio di adottare, in materia di previdenza sociale, i provvedimenti necessari per l'instaurazione della libera circolazione dei lavoratori, prescrivendo, per il sorgere e la conservazione del diritto alle prestazioni previdenziali e per il calcolo di queste, il cumulo di tutti i periodi presi in considerazione dalle varie legislazioni nazionali;
punto 19
secondo il quarto e il sesto considerando del regolamento n. 1408/71 del Consiglio «le norme di coordinamento delle legislazioni nazionali sulla sicurezza sociale s'inseriscono nel quadro della libera circolazione dei lavoratori cittadini degli Stati membri e devono perciò contribuire al miglioramento del loro tenore di vita e condizioni di lavoro, garantendo all'interno della Comunità, da un lato a tutti i cittadini degli Stati membri la parità di trattamento di fronte alle diverse legislazioni nazionali e, dall'altro, ai lavoratori e ai loro rispettivi aventi diritto il beneficio delle prestazioni di sicurezza sociale, qualunque sia il luogo di occupazione o di residenza», obiettivi che «devono essere raggiunti, in particolare, mediante la totalizzazione di tutti i periodi presi in considerazione dalle diverse legislazioni nazionali sia per l'acquisizione e il mantenimento del diritto alle prestazioni sia per il calcolo di queste, nonché mediante l'erogazione delle prestazioni alle differenti categorie di persone coperte dal regolamento, qualunque sia il loro luogo di residenza all'interno della Comunità».
punto 20
La legislazione tedesca sulle pensioni d'invalidità è una legislazione che fa dipendere l'ammontare delle prestazioni dalla durata dei periodi assicurativi, cioè del cosiddetto tipo B;
punto 21
l'art. 40 del regolamento n. 1408/71 stabilisce che il lavoratore che sia stato soggetto successivamente o alternativamente alle legislazioni di due o più Stati membri, di cui almeno una non sia del tipo previsto dall'art. 37, n. 1, cioè del cosiddetto tipo A, beneficia delle prestazioni, conformemente alle disposizioni del capitolo 3, che vanno applicate per analogia;
punto 22
quindi, se un lavoratore è stato successivamente soggetto alle legislazioni di due Stati membri, una delle quali almeno è di tipo B, le disposizioni dell'art. 45 del regolamento, che fanno parte del capitolo 3, vanno applicate per analogia alle prestazioni di invalidità;
punto 23
l'art. 45, n. 1, modificato dall'atto di adesione dei nuovi Stati membri e dal regolamento del Consiglio 19 dicembre 1972, n. 2864 (GU n. L 306, pag. 1) è del seguente tenore: «L'istituzione di uno Stato membro la cui legislazione subordina l'acquisizione, il mantenimento o il recupero del diritto alle prestazioni al compimento di periodi di assicurazione o di residenza tiene conto, nella misura necessaria, dei periodi di assicurazione o di residenza compiuti sotto la legislazione di ogni Stato membro, come se si trattasse di periodi compiuti sotto la legislazione che essa applica»;
punto 24
in virtù di questa norma, i periodi assicurativi maturati nella Repubblica federale di Germania vanno presi in considerazione, nei limiti del necessario, per l'acquisto del diritto alle prestazioni di invalidità, come se si trattasse di periodi maturati sotto la legislazione britannica;
punto 25
ne consegue che a prescindere dalle disposizioni dell'art. 18 del regolamento, detti periodi assicurativi vanno presi in considerazione per l'acquisto del diritto alle prestazioni di malattia, qualora la legge nazionale di cui trattasi subordini il diritto alle prestazioni d'invalidità al diritto alle prestazioni di malattia.
punto 26
Tuttavia, l'ente britannico ha eccepito che, essendo assente dalla Gran Bretagna nel periodo in questione, l'interessato non aveva presentato nella forma e nel termine prescritti una domanda di prestazioni di malattia le quali, pur se gli fossero spettate, non avrebbero potuto venirgli corrisposte in quanto risiedeva fuori dal territorio della Gran Bretagna.
punto 27
L'art. 36 del regolamento del Consiglio 21 marzo 1972, n. 574 (GU n. L 74, pag. 1) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento CEE n. 1408/71 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità, stabilisce che, per fruire delle prestazioni in virtù degli artt. 40-51 del regolamento n. 1408/71, salvo nei casi previsti dall'art. 35 del regolamento n. 574/72 «il richiedente è tenuto a presentare domanda all'istituzione del luogo di residenza secondo le modalità determinate dalla legislazione applicata da detta istituzione»…«Una domanda di prestazioni presentata all'istituzione di uno Stato membro comporta automaticamente la liquidazione concomitante delle prestazioni ai sensi delle legislazioni di tutti gli Stati membri in causa alle cui condizioni il richiedente soddisfa …»;
punto 28
questa norma è uniformata allo scopo di semplificare le pratiche amministrative ed esonera i lavoratori migranti che possano far valere dei diritti in vari Stati membri dall'obbligo di presentare domanda, per l'attribuzione delle prestazioni loro dovute, agli enti previdenziali di ciascuno di tali Stati;
punto 29
è vero che detta disposizione non si applica alle prestazioni di malattia, però sarebbe contrario alla finalità dell'art. 51 del trattato e all'orientamento del regolamento n. 1408/71 se ad un lavoratore che ha presentato domanda di prestazioni d'invalidità a norma di detta disposizione, potesse opporsi l'eccezione che, in precedenza, egli non aveva presentato all'ente competente di un altro Stato membro una domanda di prestazioni di malattia;
punto 30
di conseguenza l'art. 45 del regolamento n. 1408/71 va inteso nel senso che, se la legislazione di uno Stato membro subordina l'acquisto del diritto a prestazioni di invalidità alla condizione che l'interessato fosse legittimato a fruire di prestazioni di malattia in forza della stessa legislazione durante un determinato periodo nel lasso di tempo immediatamente precedente — fermo restando che, per quanto ha qui rilevanza, tale condizione è subordinata ad a) maturazione di periodi assicurativi e b) presentazione di una domanda ad hoc nella forma e nei termini prescritti — (i) l'ente competente di detto Stato membro deve tener conto dei periodi assicurativi maturati nell'ambito della legislazione di qualsiasi altro Stato membro come se fossero periodi maturati nell'ambito della legislazione ch'esso applica; (ii) la condizione della presentazione di una domanda nella forma e nei termini prescritti va ritenuta soddisfatta se detta domanda è stata presentata secondo i dettami della legislazione dello Stato di residenza.

SENTENZA › In diritto › Sulle spese

punto 31
Le spese sostenute dalla Commissione, che ha presentato osservazioni alla Corte, non possono dar luogo a rimborso;
punto 32
nei confronti delle parti nella causa principale, il presente procedimento riveste il carattere d'incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi pronunciarsi sulle spese;

Dispositivo

per questi motivi LA CORTE, pronunciandosi sulla questione ad essa sottoposta dalla High Court of Justice, Queen's Bench Division (Divisional Court) con ordinanza 15 febbraio 1977, dichiara: L'art. 45 del regolamento n. 1408/71 va inteso nel senso che, se la legislazione di uno Stato membro subordina l'acquisto del diritto a prestazioni di invalidità alla condizione che l'interessato fosse legittimato a fruire di prestazioni di malattia in forza della stessa legislazione durante un determinato periodo nel lasso di tempo immediatamente precedente — fermo restando che, per quanto ha qui rilevanza, tale condizione è subordinata ad a) maturazione di periodi assicurativi e b) presentazione di una domanda ad hoc nelle forme e nei termini prescritti — (i) l'ente competente di detto Stato membro deve tener conto dei periodi assicurativi maturati nell'ambito della legislazione di qualsiasi altro Stato membro come se fossero periodi maturati nell'ambito della legislazione ch'esso applica; (ii) la condizione della presentazione della domanda nelle forme e nei termini prescritti va ritenuta soddisfatta se detta domanda è stata presentata secondo i dettami della legislazione dello Stato di residenza.

Firme

Kutscher Sarensen Bosco Donner Mertens de Wilmars Pescatore Mackenzie Stuart O'Keeffe Touffait Così deciso e pronunziato a Lussemburgo, il 9 novembre 1977. Il cancelliere A. Van Houtte Il presidente H. Kutscher

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