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Sez. 2 - , Sentenza n. 9744 del 16/01/2020 Ud. (dep. 11/03/2020) Rv. 278829 - 01

RECIDIVA - REATI DELLA STESSA INDOLE | Contestata aggravante del metodo mafioso ex art. 7, legge n. 203 del 1991 - Rilevanza - Sussistenza - Ragioni.
Stato
decisa il 2020-01-16
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/278829-01

RECIDIVA - REATI DELLA STESSA INDOLE

Ai fini dell'integrazione della recidiva specifica ex art. 99, comma secondo, n. 1, cod. pen., nel caso di imputato di delitto non colposo aggravato ai sensi dell'art. 7, legge 12 luglio 1991, n. 203 (ora art. 416-bis.1 cod. pen.), già condannato per il delitto di cui all'art. 416-bis cod. pen., la contestata aggravante del metodo mafioso si lega, in termini di continuità ed omogeneità delittuosa, alla condanna precedentemente riportata, atteso che nella individuazione dei "reati della stessa indole" ex art. 101 cod. pen. deve farsi riferimento, aldilà dell'identità dei titoli di reato e della loro riferibilità alla lesione di analoghi beni giuridici, alla concreta natura dei fatti ed ai motivi che li hanno determinati, al fine di ravvisare specifici indici identitari.

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 99 com. 2 lett. 1, Cod. Pen. art. 101, Cod. Pen. art. 416 bis CORTE COST., Legge 12/07/1991 num. 203 art. 7

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)