Corte di giustizia dell'Unione europea
Corte giust. UE, Sentenza (quinta sezione) del 25 febbraio 1986, causa 254/84
Epigrafe
Sentenza della Corte (quinta sezione)
25 febbraio 1986
Nel procedimento 254/84,
avente ad oggetto la domanda di pronunzia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell'art. 177 del trattato CEE, dal Raad van Beroep di Amsterdam, nella causa dinanzi ad esso pendente fra
G. J. J. De Jong
e
Direzione della Sociale Verzekeringsbank, con sede in Amsterdam,
domanda vertente sull'interpretazione dell'art. 51 del trattato CEE e dell'allegato VI, punto I, n. 2, del regolamento del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all'applicazione dei regimi di previdenza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità (GU L 230 del 22.8.1983),
LA CORTE (quinta sezione),
composta dai signori U. Everling, presidente di sezione, R. Joliét, O. Due, Y. Galmot, C. Kakouris, giudici,
avvocato generale: G. F. Mancini
cancelliere: D. Lou termán, amministratore
viste le osservazioni presentate:
per la Sociale Verzekeringsbank dall'avv. ter Kuile per iscritto e dagli avv.ti ter Kuile e Pijnacker oralmente,
per il governo olandese dal sig. Verkade per iscritto,
per la Commissione delle Comunità europee dal sig. Griesmar e dall'avv. Herbert per iscritto e dall'avv. Herbert oralmente,
sentite le conclusioni dell'avvocato generale, presentate all'udienza del 21 gennaio 1986,
ha pronunziato la seguente
SENTENZA
paragrafo 1
(Parte « In fatto » non riprodotta)
SENTENZA › In diritto
punto 1
Con ordinanza 19 ottobre 1984, pervenuta in cancelleria il 29 ottobre seguente, il Raad van Beroep di Amsterdam ha sottoposto a questa Corte, a norma dell'art. 177 del trattato CEE, una questione pregiudiziale vertente sull'interpretazione dell'art. 51 del trattato CEE e dell'allegato VI, punto I, n. 2, del regolamento del Consiglio n. 1408/71 — come successivamente modificato — relativo all'applicazione dei regimi di previdenza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità (GU L 230 del 22.8.1983), per poter determinare i periodi da prendere in considerazione con riferimento alla qualità di donna coniugata ai fini del calcolo della pensione di vecchiaia spettante in base all'« Algemene Ouderdomswet » (legge olandese sull'assicurazione generale per la vecchiaia, in prosieguo: «AOW»).
punto 2
Detta questione è stata sollevata nell'ambito di una controversia tra il sig. G. J. J. De Jong, lavoratore di cittadinanza olandese, e la Sociale Verzekeringsbank (in prosieguo : « SVB ») di Amsterdam. La controversia verte sul calcolo della pensione di vecchiaia all'aliquota per uomo coniugato spettante al De Jong in forza dell'AOW.
punto 3
L'AOW dispone che sono assicurati nell'ambito del regime di assicurazione generale per la vecchiaia le persone residenti nei Paesi Bassi nonché coloro che sono assoggettati all'imposta sui redditi di lavoro per il fatto di svolgere un'attività lavorativa subordinata nei Paesi Bassi. Un regio decreto 19 ottobre 1976 prescrive inoltre che chi fruisce di una prestazione erogata ai sensi della Wet op de arbeidsongeschiktheidsverzekering (legge olandese sull'assicurazione contro l'inabilità al lavoro, in prosieguo: «WAO») è assicurato in forza della AOW. L'importo della pensione di vecchiaia contemplata dalla AOW è funzione del numero di anni di assicurazione maturati fra il 15o e il 65o anno di età. Ai sensi della AOW, nella versione che si applica nella fattispecie, solo il marito, e non la donna coniugata, ha diritto alla pensione di vecchiaia, all'aliquota per uomo coniugato, in base ai periodi di assicurazione maturati da lui stesso e dalla moglie. Per il calcolo della pensione si pratica una riduzione dell'1%, rispetto all'aliquota intera per l'uomo coniugato, per ogni anno in cui ciascuno dei coniugi non è stato assicurato. Per il calcolo della pensione dei non coniugati detta riduzione è del 2%.
punto 4
L'AOW contiene una disciplina transitoria che consente, a talune condizioni, di equiparare agli anni di assicurazione ai sensi dell'AOW gli anni compresi fra il 15o compleanno dell'interessato e il 1o gennaio 1957, data di entrata in vigore della legge. Fra le condizioni cui è subordinata detta equiparazione vi è, a norma dell'art. 43 dell'AOW, la residenza, anche non continuativa, dell'interessato nei Paesi Bassi per sei anni dopo il compimento del 59o anno di età. Detta condizione di residenza è soddisfatta, nel caso della donna coniugata più giovane del marito, qualora essa abbia risieduto nei Paesi Bassi per sei anni dopo il 59o compleanno del marito; il regio decreto 20 dicembre 1956, adottato in base all'art. 45 della AOW, tèmpera la condizione di residenza dispondendo, nell'art. 1, che sono equiparati i periodi durante i quali la moglie non ha abitato nei Paesi Bassi, ma è stata assicurata ai sensi dell'AOW. Inoltre, detto vantaggio transitorio è concesso, a norma dell'art. 44 dell'AOW, solo fintantoché l'interessato risiede nei Paesi Bassi; il predetto regio decreto mitiga questa condizione di residenza disponendo, nell'art. 5, che per le persone di cittadinanza olandese ininterrottamente assicurate dal 1o gennaio 1957 al compimento del 65o anno di età la residenza fuori dei Paesi Bassi è equiparata alla residenza nei Paesi Bassi.
punto 5
Il regolamento n. 1408/71 contiene, nell'allegato VI, punto I (in precedenza allegato V, punto H), n. 2, fra l'altro, le seguenti disposizioni sull'applicazione della legge olandese sull'assicurazione generale per la vecchiaia:
«a) Sono considerati periodi di assicurazione compiuti sotto la legislazione olandese relativa all'assicurazione vecchiaia generalizzata anche i periodi anteriori al 1o gennaio 1957, durante i quali il beneficiario che non soddisfa alle condizioni che gli consentirebbero di ottenere l'equiparazione di tali periodi ai periodi di assicurazione ha risieduto nel territorio dei Paesi Bassi dopo l'età di 15 anni compiuti, o durante i quali, pur risiedendo nel territorio di un altro Stato membro, ha svolto un'attività subordinata nei Paesi Bassi per un datore di lavoro stabilito in questo paese.
(...)
c) Per quanto riguarda la donna coniugata, il cui marito ha diritto a una pensione in virtù della legislazione olandese sull'assicurazione vecchiaia generalizzata, sono presi in considerazione come periodi di assicurazione anche i periodi del matrimonio precedenti la data alla quale l'interessata ha raggiunto l'età di 65 anni compiuti e durante i quali ha risieduto nel territorio di uno o più Stati membri, sempreché tali periodi coincidano con i periodi di assicurazione compiuti dal marito sotto detta legislazione e con quelli da prendere in considerazione ai sensi della lettera a).
(...)
f) Per il calcolo della pensione vecchiaia, i periodi previsti alle lettere a) e e) sono presi in considerazione solamente se l'interessato ha risieduto per sei anni nel territorio di uno o più Stati membri dopo l'età di 59 anni compiuti e finché risiede nel territorio di uno di tali Stati membri. »
punto 6
Emerge dall'ordinanza di rinvio che il De Jong, nato il 27 luglio 1918, è coniugato con una donna di origine italiana, nata il 4 agosto 1920, che ha assunto la cittadinanza olandese a seguito del matrimonio, celebrato il 30 ottobre 1950. I coniugi risiedevano nei Paesi Bassi dal 16 febbraio 1951 al 17 aprile 1982, data in cui si stabilivano in Italia. Il De Jong, riconosciuto nel 1975 totalmente inabile al lavoro, fruisce di prestazioni erogate ai sensi della WAO.
punto 7
Nel calcolare la pensione di vecchiaia all'aliquota per uomo coniugato, alla quale il De Jong ha diritto dal 27 luglio 1983, la SVB praticava una riduzione del 15% rispetto all'aliquota intera per coniugati. A suo avviso, infatti, il De Jong rispondeva ai requisiti per l'applicazione del regime transitorio nazionale stabiliti dagli artt. 43 e 44 della AOW e dal regio decreto 20 dicembre 1956 poiché era stato assicurato ininterrottamente in forza dell'AOW dal 1o gennaio 1957, anche dopo il suo trasferimento in Italia in quanto beneficiario delle prestazioni erogate ai sensi della WAO. Per contro, per quanto riguarda la moglie, non potevano essere considerati periodi assicurativi i 15 anni compresi tra il 15o compleanno della stessa e lo stabilimento della residenza dei coniugi nei Paesi Bassi.
punto 8
La SVB motivava detta decisione con la considerazione che la moglie del De Jong non era stata assicurata in forza della AOW tra la data del trasferimento dei coniugi in Italia e quella in cui il De Jong aveva compiuto l'età di sessantacinque anni e non poteva quindi essere equiparata ad una persona residente nei Paesi Bassi ai sensi degli artt. 43 e 44 della AOW. In base al n. 2, lett. c), dell'allegato VI, punto I, del regolamento n. 1408/71, il periodo tra il trasferimento dei coniugi in Italia e il 65o compleanno del De Jong, come peraltro il periodo tra lo stabilimento dei coniugi nei Paesi Bassi nel 1951 e l'entrata in vigore della AOW, in quanto periodi di matrimonio coincidenti coi periodi assicurativi del marito, erano « da prendere in considerazione come periodi di assicurazione ». Tuttavia, questo non poteva rendere applicabile il regime transitorio di cui all'art. 43 dell'AOW e al regio decreto 20 dicembre 1956 poiché detti periodi da prendere in considerazione ai sensi del citato n. 2, lett. c), non costituivano periodi assicurativi effettivi.
punto 9
Il Raad van Beroep di Amsterdam, investito del ricorso proposto dal De Jong avverso la diminuzione del 15% della sua pensione di vecchiaia, ha ritenuto che la decisione della controversia dipenda dalla soluzione, da parte di questa Corte, della seguente questione:
« Se sia conforme all'art. 51 del trattato CEE ed al regolamento n. 1408/71 (e in particolare all'allegato VI, punto I, n. 2, di questo regolamento) il fatto che, al momento della liquidazione, a norma dell'Algemene Ouderdomswet (legge sull'assicurazione generale vecchiaia), della pensione spettante a un uomo coniugato, la moglie di questi, la quale successivamente al 1o gennaio 1957 ha maturato periodi contemplati dalla lett. c) della suddetta parte dell'allegato, sia privata dei vantaggi che la normativa olandese — in particolare gli artt. 1 bis e 5 del regio decreto 20 dicembre 1956, basato sull'art. 45 dell'Algemene Ouderdomswet — collega a periodi di assicurazione. »
punto 10
La SVB e il governo olandese hanno osservato che la disciplina contenuta nell'allegato VI, punto I, n. 2, del regolamento n. 1408/71, e in particolare nella lett. c), mira ad attribuire al beneficiario spettanze di pensione di vecchiaia con riguardo ai periodi ivi contemplati. Si tratterebbe di una disciplina autonoma rispetto al regime transitorio nazionale. Non sarebbe quindi lecito invocarla per ottenere l'applicazione del regime transitorio nazionale relativamente a periodi per i quali non sussistono né i presupposti stabiliti dal regime nazionale né quelli contemplati dalla normativa comunitaria.
punto 11
Nelle sue osservazioni scritte la Commissione ha sostenuto che sebbene esistano, a prima vista, taluni argomenti a favore di tale interpretazione restrittiva della lett. c), del n. 2, l'art. 51 del trattato CEE ed il principio della libera circolazione delle persone impongono un'interpretazione estensiva della suddetta disposizione, nel senso che i periodi da essa contemplati sono anche periodi di assicurazione ai sensi della disciplina transitoria nazionale e in particolare del regio decreto 20 dicembre 1956. Infatti, in ossequio all'art. 51 ed al principio suddetto, si dovrebbe evitare che l'esercizio del diritto alla libera circolazione comporti la perdita o la riduzione di vantaggi che sarebbero spettati all'interessato se fosse rimasto nello Stato erogatore della prestazione.
punto 12
Tuttavia, nel corso della fase orale del procedimento la Commissione ha aderito alla tesi della SVB e del governo olandese rilevando che il n. 2, lett. c), dell'allegato VI, punto I, non può creare un'assicurazione ai sensi del diritto nazionale. Inoltre, l'assicurazione volontaria, che comporta il versamento di contributi di importo identico a quello che l'interessato avrebbe dovuto pagare se avesse continuato a risiedere nei Paesi Bassi, permetterebbe allo stesso di evitare qualsiasi svantaggio per quanto attiene alle prestazioni spettantigli.
punto 13
A questo proposito, si deve in primo luogo ricordare che, come la Corte ha in particolare affermato nella sentenza 24 aprile 1980 (causa 110/79, Coonan, Racc, pag. 1445), spetta alla legislazione di ciascun Stato membro determinare le condizioni del diritto o dell'obbligo di affiliarsi ad un regime di previdenza sociale o a questo o a quel ramo di tale regime, purché non venga operata a questo proposito alcuna discriminazione tra i cittadini dello Stato ospitante e i cittadini degli altri Stati membri.
punto 14
È vero che le disposizioni del regolamento n. 1408/71, adottato per l'attuazione dell'art. 51 del trattato, vanno interpretate alla luce dello scopo di questo articolo, che consiste nel contribuire all'istituzione della libertà di circolazione più completa possibile dei lavoratori migranti, principio che costituisce uno dei fondamenti della Comunità.
punto 15
L'art. 51 impone infatti al Consiglio di adottare, in materia di previdenza sociale, i provvedimenti necessari per l'instaurazione della libera circolazione dei lavoratori, istituendo in particolare il pagamento delle prestazioni alle persone residenti nei territori degli Stati membri. Lo scopo degli artt. da 48 a 51 non sarebbe raggiunto se i lavoratori, come conseguenza dell'esercizio del loro diritto di libera circolazione, dovessero essere privati dei vantaggi previdenziali garantiti loro dalla legge di uno Stato membro.
punto 16
Letto alla luce delle considerazioni che precedono, il disposto del n. 2, lett. c), mira ad agevolare la libera circolazione dei lavoratori di altri Stati membri che si stabiliscono nei Paesi Bassi mentre le loro mogli restano nel paese d'origine consentendo, nel caso di queste ultime, la presa in considerazione dei periodi di residenza in un altro Stato membro. Detta presa in considerazione è subordinata alla condizione che si tratti di periodi di matrimonio coincidenti con i periodi di assicurazione compiuti dal marito o con periodi da prendere in considerazione ai sensi della lett. a). Lo scopo della predetta disposizione non esige che anche periodi anteriori al matrimonio vengano presi in considerazione in base al combinato disposto della lett. c) e della disciplina transitoria nazionale. È possibile tener conto di detti periodi solo qualora siano soddisfatte le condizioni di cui alla lett. a), come precisate dalla sentenza emessa in data odierna nella causa 284/84 (Spruyt/SVB) ; tuttavia, ciò non si verifica per quanto riguarda i periodi durante i quali la donna coniugata non ha né risieduto né svolto un'attività lavorativa subordinata nel territorio dei Paesi Bassi.
punto 17
Nel caso del De Jong tali periodi sono stati ugualmente presi in considerazione, ma ciò è dovuto al fatto che in quanto beneficiario di una prestazione olandese per inabilità al lavoro, egli era assicurato in forza della AOW e, a differenza della moglie, possedeva quindi i requisiti stabiliti dal regio decreto 20 dicembre 1956. A questo proposito non sussiste alcuna differenza di trattamento discriminatorio, né nella normativa comunitaria né nella disciplina transitoria nazionale.
punto 18
Il fatto che in un caso come quello di specie non si tenga conto, qualora la donna coniugata si stabilisca col marito in un altro Stato membro, dei periodi precedenti al matrimonio durante i quali essa non aveva risieduto nei Paesi Bassi non può pertanto essere considerato come un ostacolo per la libera circolazione. Del resto, come la SVB, il governo olandese e la Commissione hanno spiegato rispondendo ad un quesito posto dalla Corte, tale conseguenza può essere evitata stipulando un'assicurazione volontaria in forza della AOW. In tal caso, poiché le prestazioni olandesi per inabilità al lavoro, per le quali sono già dovuti contributi in base alla AOW non sono prese in considerazione nel calcolo del contributo a carico del marito, non si dovrebbe sopportare un onere finanziario superiore a quello che vi sarebbe stato se la donna coniugata fosse rimasta obbligatoriamente assicurata nei Paesi Bassi.
punto 19
La questione sollevata dal Raad van Beroep di Amsterdam dev'essere pertanto risolta nel senso che né l'art. 51 del trattato CEE, né il regolamento n. 1408/71 e, in particolare, il punto I, n. 2, lett. c), dell'allegato VI, dello stesso, esigono che, al momento della liquidazione della pensione spettante ad un uomo coniugato in base all'AOW la moglie di questi, la quale successivamente al 1o gennaio 1957 abbia maturato periodi contemplati dalla lett. c), debba fruire per questo dei vantaggi contemplati dalla normativa olandese ed in particolare dal regio decreto 20 dicembre 1956 per periodi precedenti al matrimonio e al 1o gennaio 1957 durante i quali non abbia né risieduto né svolto un'attività lavorativa subordinata nei Paesi Bassi.
SENTENZA › In diritto › Sulle spese
punto 20
Le spese sostenute dal governo olandese e dalla Commissione delle Comunità europee, che hanno presentato osservazioni alla Corte, non possono dar luogo a rifusione. Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento ha il carattere di un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese.
Dispositivo
Per questi motivi,
LA CORTE (quinta sezione),
pronunziandosi sulla questione sottopostale dal Raad van Beroep di Amsterdam con ordinanza 19 ottobre 1984,
dichiara:
« Né l'art. 51 del trattato CEE, né il regolamento n. 1408/71 e, in particolare, il punto I, n. 2, lett. c), dell'allegato VI, dello stesso, esigono che, al momento della liquidazione della pensione spettante ad un uomo coniugato in base all'AOW la moglie di questi, la quale successivamente al 1o gennaio 1957 abbia maturato periodi contemplati dalla lett. c), debba fruire per questo dei vantaggi contemplati dalla nonnativa olandese ed in particolare dal regio decreto 20 dicembre 1956 per periodi precedenti al matrimonio e al 1o gennaio 1957 durante i quali non abbia né risieduto né svolto un'attività lavorativa subordinata nei Paesi Bassi ».
Firme
Everling
Joliét
Due
Galmot
Kakouris
Così deciso e pronunziato a Lussemburgo, il 25 febbraio 1986.
Il cancelliere
P. Heim
Il presidente della quinta sezione
U. Everling