Sez. 6, Sentenza n. 15742 del 20/01/2003 Ud. (dep. 03/04/2003) Rv. 225427 - 01
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - CONCUSSIONE - IN GENERE | "Metus publicae potestatis" - Intervento delle forze di polizia su richiesta del soggetto passivo della costrizione - Reato consumato - Sussistenza.
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - CONCUSSIONE - IN GENERE
In tema di concussione, non è sufficiente ad escludere il "metus publicae potestatis" la sola circostanza che la parte lesa si sia rivolta alla forze di polizia, per sottrarsi alle pretese dell'autore del reato, perché, nulla disponendo la norma sull'intensità del "metus", non è possibile considerare tale solo quello estremo, cui il soggetto passivo finisca comunque per soccombere, senza neppure avere l'animo di chiedere soccorso agli organi dello Stato. Nel caso in cui la promessa fatta dal privato al pubblico ufficiale sia reale - anche se sorretta dalla speranza che un efficace intervento delle forze dell'ordine valga a costituire fatto impeditivo dell'adempimento - l'originaria promessa (anche se legata ad una "spes" contraria) ha consentito il perfezionamento del reato.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 317
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)