Sez. 1, Sentenza n. 2884 del 11/05/1995 Cc. (dep. 30/06/1995) Rv. 201748 - 01
Reato - Reato continuato - In genere | È una "fictio iuris" determinata dal "favor rei" - Conseguenze - Fattispecie.
Reato - Reato continuato - In genere
L'istituto della continuazione è fondato su una "fictio juris" determinata dal "favor rei", per la quale più reati concorrenti vengono considerati come unico, al fine di attenuare il rigore del cumulo materiale delle pene. Pertanto il giudice, nell'applicare l'aumento della pena-base fino al triplo, non può mai infliggere una pena in misura eguale o superiore a quella che sarebbe stata applicabile per effetto del cumulo materiale. (Fattispecie nella quale il giudice dell'esecuzione, pur avendo ritenuto commessi i vari reati in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, aveva determinato la pena complessiva in misura identica a quella inflitta con le singole sentenze di condanna. La S.C. ha ritenuto non corretto l'operato del giudice di merito, affermando che il riconoscimento della continuazione non può non tradursi in una riduzione della pena complessiva già inflitta per i singoli reati).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 671 CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 671
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)