Sez. 1, Sentenza n. 9357 del 26/06/1981 Ud. (dep. 21/10/1981) Rv. 150635 - 01
SENTENZA PENALE - RELAZIONE TRA LA SENTENZA E L'ACCUSA CONTESTATA - IN GENERE - FATTO DIVERSO - FINALITÀ E CONTENUTO DEL PRINCIPIO - FATTISPECIE.*
SENTENZA PENALE - RELAZIONE TRA LA SENTENZA E L'ACCUSA CONTESTATA - IN GENERE - FATTO DIVERSO - FINALITÀ E CONTENUTO DEL PRINCIPIO - FATTISPECIE.*
Il principio informatore della necessità della correlazione della sentenza con l'accusa contestata è quello di assicurare allo imputato la piena possibilità di difendersi in rapporto a tutte le circostanze dell'episodio che si ricollega al suo comportamento. Pertanto nei limiti di questa garanzia - per cui nessun elemento che compone l'accusa sia sfuggito alla difesa - non è a parlare di mutamento del fatto ed il giudice di merito può prendere in considerazione elementi che, seppure non inseriti nella contestazione formale, sono comunque acquisiti al processo e noti all'imputato che era in grado di discuterli e di contestarli. Da ciò deriva che deve escludersi la violazione del principio suddetto tutte le volte che, in base agli Atti del processo, risulta che l'imputato sia stato messo in condizioni di difendersi in ordine a tutte le circostanze del fatto storico che gli si attribuisce. (nella specie, rinviato a giudizio quale costitutore ed organizzatore di una associazione cospirativa volta a mutare la Costituzione dello stato con mezzi non consentiti dall'ordinamento giuridico, l'imputato fu ritenuto colpevole, quale promotore di detta associazione dal giudice di primo grado e quale semplice partecipante da quello di secondo grado). (V mass n 146552; (V mass n 145163; (V mass n 144660; (V mass n 141539).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Pen. art. 477
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)