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Sez. 6, Sentenza n. 42767 del 09/10/2014 Ud. (dep. 13/10/2014) Rv. 260100 - 01

REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - IN GENERE | False dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all'autorità giudiziaria - Dichiarazioni concernenti qualità personali - Attestazione di circostanze non rispondenti al vero riguardanti la posizione dell'indagato - Reato - Integrazione - Ragioni - Fattispecie.
Stato
decisa il 2014-10-09
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/260100-01

REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - IN GENERE

Il reato di false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all'autorità giudiziaria di cui all'art. 374-bis cod. pen. può essere integrato anche quando l'attività di documentazione di determinati fatti o circostanze non rispondenti al vero, rilevante nell'ambito del procedimento penale e non proveniente da pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, si riferisca a "condizioni" o "qualità personali" dell'indagato, atteso che questi, in assenza di una diversa e specifica disposizione normativa di segno contrario, è equiparato all'imputato ex art. 61, comma secondo, cod. proc. pen. (In applicazione del principio, è stata ritenuta penalmente rilevante la dichiarazione destinata all'autorità giudiziaria in cui l'imputato aveva attestato falsamente il rapporto di parentela tra una donna, con cui aveva contratto un matrimonio di "comodo", ed un indagato detenuto per il reato di sfruttamento della prostituzione di questa, affermando inoltre di essere disponibile ad ospitare tale soggetto presso la propria abitazione al fine di far ottenere al medesimo la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 374 bis, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 61 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)