Sez. 2, Sentenza n. 10717 del 14/04/1999 Ud. (dep. 17/09/1999) Rv. 214266 - 01
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGION FATTASI) - IN GENERE | Tutela arbitraria di un preteso diritto già escluso da giudicato o analoga preclusione - Delitto di ragion fattasi - Esclusione - Ragioni.
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGION FATTASI) - IN GENERE
Poiché, in tema di ragion fattasi, per la sussistenza del reato si richiede che la pretesa arbitrariamente esercitata sia munita di specifica azione, e dunque che sia suscettibile di formare oggetto di contestazione giudiziaria, la formazione di un giudicato sfavorevole o di analoga preclusione sull'oggetto della pretesa impedisce la configurabilità del reato medesimo. (In applicazione di detto principio la Corte ha ritenuto corretta la decisione di merito che aveva qualificato come tentativo di estorsione la minaccia finalizzata ad ottenere la restituzione di quanto versato in adempimento degli obblighi, documentati in un verbale avente efficacia di titolo esecutivo, assunti dall'agente in sede di conciliazione davanti al giudice del lavoro).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 393, Cod. Pen. art. 629 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)