Sez. 5, Sentenza n. 2819 del 24/11/2014 Ud. (dep. 21/01/2015) Rv. 263589 - 01
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGION FATTASI) - IN GENERE | Elemento materiale - Pretesa arbitrariamente azionata - Coincidenza con l'oggetto della tutela concretamente prevista dalla legge - Necessità - Fattispecie.
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGION FATTASI) - IN GENERE
In tema di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, la pretesa arbitrariamente attuata dall'agente deve corrispondere perfettamente all'oggetto della tutela apprestata in concreto dall'ordinamento giuridico, atteso che ciò che caratterizza il reato in questione è la sostituzione, operata dall'agente, dello strumento di tutela pubblico con quello privato. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la sentenza che aveva ravvisato il delitto di furto nella condotta con la quale l'imputato, a seguito del mancato pagamento del corrispettivo da parte del committente di un contratto avente ad oggetto la vendita e l'installazione di alcuni cancelli, aveva rimosso e ripreso i cancelli installati; in motivazione la Corte ha affermato che nella specie non vi era coincidenza tra la pretesa azionata e l'azione di risoluzione contrattuale, atteso che, ove questa fosse stata esperita, la restituzione del bene non sarebbe stata comunque ottenuta).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 392, Cod. Pen. art. 393, Cod. Pen. art. 624 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)