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Sez. 6, Sentenza n. 17676 del 18/03/2016 Ud. (dep. 28/04/2016) Rv. 267171 - 01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO | Elemento materiale - Ingiustizia della condotta - Ingiustizia del vantaggio patrimoniale - Autonomia - Doppia valutazione - Necessità - Conseguenze - Fattispecie.
Stato
decisa il 2016-03-18
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/267171-01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO

Il delitto di abuso d'ufficio è integrato dalla doppia e autonoma ingiustizia, sia della condotta (che deve essere connotata da violazione di norme di legge o di regolamento), che dell'evento di vantaggio patrimoniale (che deve risultare non spettante in base al diritto oggettivo); ne deriva che il reato non è configurabile qualora l'accrescimento "contra ius" della sfera patrimoniale di un privato non derivi dalla deliberata strumentalizzazione della funzione da parte del pubblico agente che, abusando della sua funzione per finalità di carattere privatistico, abbia violato specifici parametri normativi al fine di favorire o danneggiare qualcuno. (Fattispecie relativa ad affidamento, da parte del Direttore Generale, di incarichi e consulenze a persone fisiche e giuridiche estranee ad una ASL, in violazione delle norme di riferimento, in cui la S.C. ha annullato la sentenza di condanna, non essendo stata accertata l'effettiva necessità degli incarichi esterni, né la sussistenza di professionalità interne adeguate alle esigenze da fronteggiare).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 323 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)