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Sez. 1, Sentenza n. 15023 del 14/02/2006 Ud. (dep. 02/05/2006) Rv. 234129 - 01

REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - OMICIDIO - IN GENERE | "Animus necandi" - Prova del dolo omicida - Elementi sintomatici - Peculiarità estrinseche dell'azione - Fattispecie.
Stato
decisa il 2006-02-14
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/234129-01

REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - OMICIDIO - IN GENERE

In tema omicidio volontario, in relazione alla valutazione circa la sussistenza o meno dell'"animus necandi", la prova del dolo omicidiario è prevalentemente affidata alle peculiarità estrinseche dell'azione criminosa, aventi valore sintomatico in base alle comuni regole di esperienza, quali il comportamento antecedente e susseguente al reato, la natura del mezzo usato, le parti del corpo della vittima attinte, la reiterazione dei colpi, nonché tutti quegli elementi che, secondo l' "id quod plerumque accidit", abbiano un valore sintomatico. (Nel caso di specie, la Suprema Corte ha ritenuto corretta la motivazione della decisione di merito nella quale, in riferimento all'omicidio volontario di un rappresentante di oggetti preziosi raggiunto da colpi di arma da fuoco mentre era alla guida dell'auto, erano stati valorizzati il tipo di arma usata, la reiterazione dei colpi, la loro traiettoria, la posizione reciproca tra aggressore e vittima, la distanza dalla quale erano stati esplosi i colpi, le parti del corpo attinte).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 42 CORTE COST., Cod. Pen. art. 43 CORTE COST., Cod. Pen. art. 575

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)