Sez. 6, Sentenza n. 24612 del 04/04/2003 Ud. (dep. 05/06/2003) Rv. 225940 - 01
PROVE (COD. PROC. PEN. 1988) - MEZZI DI PROVA - TESTIMONIANZA - INCOMPATIBILITÀ - COIMPUTATO | Connessione di procedimenti o collegamento tra reati - Imputato nei confronti del quale sia stata pronunciata sentenza irrevocabile di proscioglimento o di applicazione di pena patteggiata - Testimonianza - Dichiarazioni rese in dibattimento nei confronti di terzi - Avvertimento di cui all'art. 64, comma terzo, lett. c) - Necessità - Esclusione.
PROVE (COD. PROC. PEN. 1988) - MEZZI DI PROVA - TESTIMONIANZA - INCOMPATIBILITÀ - COIMPUTATO
L'imputato di procedimento connesso ai sensi dell'art. 12 o di un reato collegato a norma dell'art. 371, comma secondo, lettera b), cod.proc.pen. può assumere automaticamente e legittimamente l'ufficio di testimone, ai sensi dell'art. 197 bis, comma primo, dello stesso codice, qualora, nei suoi confronti, sia stata pronunciata sentenza irrevocabile di proscioglimento, di condanna o di pena patteggiata ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen. Tale automatismo fa sì che, non sussistendo questione in ordine all'individuazione del momento in cui deve ritenersi assunta la qualità di testimone, le dichiarazioni rese in dibattimento nei confronti di terzi, con le forme previste dallo stesso art. 197 bis, comma terzo, sono utilizzabili anche se non siano state precedute dall'avvertimento di cui all'art. 64, comma terzo, lett. c) cod. proc. pen.
Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 197 bis CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 197 bis CORTE COST. PENDENTE, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 64 com. 3 lett. C CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 64 com. 3 lett. C CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)