Sez. 6 - , Sentenza n. 44713 del 28/03/2019 Cc. (dep. 04/11/2019) Rv. 278335 - 03
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - CORRUZIONE - PER UN ATTO DELL'UFFICIO O DEL SERVIZIO | Corruzione propria - Violazione dell'obbligo di correttezza ed imparzialità - Atti discrezionali - Contrarietà ai doveri d'ufficio - Configurabilità – Fattispecie.
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - CORRUZIONE - PER UN ATTO DELL'UFFICIO O DEL SERVIZIO
In tema di corruzione propria, costituisce atto contrario ai doveri d'ufficio il compimento di un atto di natura discrezionale posto in essere in violazione delle procedure e dei requisiti di legge che conformano l'esercizio della discrezionalità amministrativa, nonchè quello diretto non già al perseguimento delle finalità pubblicistiche ed alla corretta comparazione degli interessi in gioco, ma ad avvantaggiare il privato corruttore. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto contraria ai doveri d'ufficio la condotta di un magistrato addetto alla sezione fallimentare che, in qualità di giudice e poi presidente di collegio, aveva sistematicamente ricevuto utilità di varia natura da alcuni professionisti, in cambio della loro nomina in procedure concorsuali, disposta in assenza di una effettiva valutazione di idoneità a ricoprire gli incarichi).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 319 PENDENTE
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)