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Sez. 6, Sentenza n. 13426 del 10/03/2016 Ud. (dep. 04/04/2016) Rv. 267271 - 01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO | Elemento materiale - Ingiustizia della condotta - Ingiustizia del vantaggio patrimoniale - Necessità di autonoma valutazione - Sussistenza - Ingiustizia del profitto derivante da violazione diversa da quella concernente l'ingiustizia della condotta - Necessità - Esclusione - Fattispecie.
Stato
decisa il 2016-03-10
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/267271-01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO

L'integrazione del reato di abuso d'ufficio richiede una duplice distinta valutazione di ingiustizia, sia della condotta (che deve essere connotata da violazione di norme di legge o di regolamento), sia dell'evento di vantaggio patrimoniale (che deve risultare non spettante in base al diritto oggettivo); non è peraltro necessario, ai fini predetti, che l'ingiustizia del vantaggio patrimoniale derivi da una violazione di norme diversa ed autonoma da quella che ha caratterizzato l'illegittimità della condotta, qualora - all'esito della predetta distinta valutazione - l'accrescimento della sfera patrimoniale del privato debba considerarsi "contra ius". (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto configurabile il delitto di abuso di ufficio nella condotta del dirigente comunale che, in assenza di deliberazione autorizzativa e di copertura economica, aveva disposto la prosecuzione di un progetto in convenzione, affidando incarichi di collaborazione e prorogando incarichi in scadenza, in violazione delle disposizioni di legge del testo unico sugli enti locali in tema di ripartizione di competenze tra gli organi comunali).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 323 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)