Sez. 2, Sentenza n. 1628 del 23/02/1985 (Rv. 439613 - 01)
PROVE CIVILI - FALSO CIVILE - QUERELA DI FALSO - IN GENERE - PROPOSIZIONE - RITUALITÀ - ACCERTAMENTO - ATTI E ATTEGGIAMENTI SUCCESSIVI - RILEVANZA.*
PROVE CIVILI - FALSO CIVILE - QUERELA DI FALSO - IN GENERE - PROPOSIZIONE - RITUALITÀ - ACCERTAMENTO - ATTI E ATTEGGIAMENTI SUCCESSIVI - RILEVANZA.*
Il giudizio preliminare sulla ritualità della proposizione della querela di falso deve contemplare la situazione dell'istanza al momento della decisione, inclusi, cioè, gli Atti e gli atteggiamenti processuali seguiti all'iniziale dichiarazione introduttiva, i quali, come possono concorrere a conferirle la produttività giuridica tipica, in via di sanatoria (art. 156 U.C. e 157 C.P.C.), ovvero come possono realizzarla, alla luce del generale principio della rinnovabilità tempestiva degli Atti processuali, così - e tanto più - possono arricchirne il corredo. (V 4694/79, mass n 401246).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 156, Cod. Proc. Civ. art. 157, Cod. Proc. Civ. art. 223, Cod. Proc. Civ. art. 224
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)