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Sez. 3 - , Sentenza n. 25556 del 05/04/2019 Ud. (dep. 10/06/2019) Rv. 276010 - 01

PENA - APPLICAZIONE - POTERE DISCREZIONALE DEL GIUDICE: LIMITI | Pena congiunta – Pena pecuniaria irrogata in misura prossima al massimo – Pena detentiva irrogata in misura prossima al minimo – Motivazione specifica – Necessità – Ragioni.
Stato
decisa il 2019-04-05
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/276010-01

PENA - APPLICAZIONE - POTERE DISCREZIONALE DEL GIUDICE: LIMITI

In tema di determinazione del trattamento sanzionatorio, nel caso in cui, per la violazione ascritta all'imputato sia prevista una pena congiunta, il giudice che, fissando in prossimità del c.d. minimo edittale la pena detentiva, ritenga di irrogare invece la sanzione pecuniaria in misura apprezzabilmente superiore al cd. medio edittale, è tenuto ad esporre diffusamente le ragioni di tale seconda determinazione. (In motivazione, la Corte ha chiarito che la giustificazione della scelta compiuta dev'essere tanto più esaustiva, quanto più ampia è la "forbice" tra le due specie di sanzioni per consentire al condannato di comprendere il procedimento logico-giuridico seguito, assicurando, in tal modo, alla pena lo svolgimento della sua funzione special-preventiva).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 132 CORTE COST., Cod. Pen. art. 133 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)