Sez. 3, Sentenza n. 51895 del 08/09/2016 Ud. (dep. 06/12/2016) Rv. 268553 - 01
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA LIBERTÀ INDIVIDUALE - VIOLENZA SESSUALE - IN GENERE | Attenuante della minore gravità - Fatti ripetutamente commessi dal genitore ai danni del figlio - Configurabilità - Esclusione - Ragioni - Fattispecie.
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA LIBERTÀ INDIVIDUALE - VIOLENZA SESSUALE - IN GENERE
In tema di reati sessuali, non ricorre l'attenuante della minore gravità del fatto (art. 609 bis, comma terzo, cod. pen.) nel caso in cui la violenza sessuale sia perpetrata dal genitore ai danni del proprio figlio, trattandosi di condotta, che, da un lato, provoca un coinvolgimento emotivo che incide gravemente sullo sviluppo psicofisico della vittima, dall'altro determina uno sviamento dalla funzione di accudimento e protezione propria della figura genitoriale. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza impugnata, che aveva escluso l'attenuante con riferimento alla condotta dell'imputata che realizzava materiale pedoporgrafico utilizzando il figlio infradecenne, con il quale posava in atteggiamenti sessuali).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 609 bis CORTE COST. PENDENTE, Cod. Pen. art. 609 quater, Cod. Pen. art. 609 quater com. 4, Cod. Pen. art. 609 septies
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)