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Sez. 1, Sentenza n. 21100 del 07/10/2014 (Rv. 633333 - 01)

ARBITRATO - LODO (SENTENZA ARBITRALE) - IMPUGNAZIONE - PER NULLITÀ - IN GENERE | Verifica positiva della "potestas iudicandi" degli arbitri - Condizioni - Necessario coinvolgimento della "legitimatio ad causam" delle parti - Poteri del giudice dell'impugnazione - Fattispecie regolata dall'art. 829 cod. proc. civ. ante riforma di cui al d.lgs. n. 40 del 2006.
Stato
decisa il 2014-10-07
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/633333-01

ARBITRATO - LODO (SENTENZA ARBITRALE) - IMPUGNAZIONE - PER NULLITÀ - IN GENERE

La positiva verifica dei poteri degli arbitri postula l'identità tra le parti del giudizio e quelle che hanno stipulato il contratto e la clausola compromissoria, sicché l'accertamento della "legitimatio ad causam" di queste ultime coinvolge la stessa "potestas iudicandi" dei primi, il cui difetto, comportando un vizio insanabile del lodo ex art. 829 cod. proc. civ. (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore alle modifiche introdotte dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40), è rilevabile d'ufficio nel giudizio d'impugnazione, anche in sede di legittimità, indipendentemente dalla sua deduzione nel procedimento arbitrale, quando derivi da nullità del compromesso o della clausola compromissoria.

Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 829 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)