Sez. 3, Sentenza n. 1965 del 25/05/1995 Cc. (dep. 12/10/1995) Rv. 202780 - 01
Reati contro la moralità pubblica ed il buon costume - Disposizioni comuni - Delitto perseguibile a querela - Connessione con delitto perseguibile di ufficio. | "Ratio" - Esigenze istruttorie relative al reato perseguibile di ufficio - Violazione necessaria del diritto di riservatezza tutelato dalla perseguibilità a querela - Possibilità di procedere di ufficio anche per il reato di violenza carnale - Sussistenza - Concorso morale del genitore della vittima - Perseguibilità di ufficio per tutti i responsabili.
Reati contro la moralità pubblica ed il buon costume - Disposizioni comuni - Delitto perseguibile a querela - Connessione con delitto perseguibile di ufficio.
In tema di violenza carnale, il reato è perseguibile di ufficio ogni qual volta sia connesso, sia pure solo dal punto di vista investigativo, con altri delitti perseguibili di ufficio, come sono ad esempio i reati di induzione e agevolazione della prostituzione. In tali casi infatti, poiché sul fatto di violenza l'attività istruttoria deve puntare l'attenzione in relazione a reati perseguibili di ufficio, non permane alcuna ragione per tutelare, attraverso la procedibilità a querela, la riservatezza della persona offesa. A maggior ragione sarà perseguibile di ufficio il reato di violenza quando alla madre della parte lesa venga contestato il reato di concorso morale nel delitto di violenza carnale.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 519 CORTE COST., Cod. Pen. art. 542 com. 3 n. 1, Cod. Pen. art. 542 com. 3 n. 2 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)