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Sez. 3, Sentenza n. 3141 del 25/02/1994 Ud. (dep. 15/03/1994) Rv. 198709 - 01

Reati contro la moralità pubblica e il buon costume - Delitti contro la libertà sessuale - Violenza carnale - In genere | Violenza tale da annullare la volontà del soggetto passivo - Necessità - Esclusione - Coartazione della volontà - Sufficienza - Stato di prostrazione, angoscia o diminuita resistenza della vittima - Sussistenza del reato - Fattispecie: maltrattamenti.
Stato
decisa il 1994-02-25
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/198709-01

Reati contro la moralità pubblica e il buon costume - Delitti contro la libertà sessuale - Violenza carnale - In genere

Ai fini della configurabilità del delitto di violenza carnale, non si richiede che la violenza sia tale da annullare la volontà del soggetto passivo, ma è sufficiente che la volontà risulti coartata. Neppure è necessario che l'uso della violenza o della minaccia sia contestuale al rapporto sessuale per tutto il tempo, dall'inizio fino al congiungimento: è sufficiente, invece, che il rapporto sessuale non voluto dalla parte offesa sia consumato anche solo approfittando dello stato di prostrazione, angoscia o diminuita resistenza in cui la vittima è ridotta. Va inoltre ribadita l'unicità del concetto di violenza, non suscettibile di connotazioni diverse nei rapporti tra estranei o nei rapporti tra i coniugi. (Nella specie il marito, condannato anche per il reato di maltrattamenti, era ritornato, come al solito, a casa ubriaco ed aveva insultato e picchiato la moglie che aveva manifestato chiaramente il proprio dissenso ad avere rapporti sessuali, alla fine concedendosi per far cessare i maltrattamenti. La S.C. ha osservato che un consenso della vittima al coito certamente vi era stato, ma si era trattato di un consenso viziato dai maltrattamenti subiti quella notte; maltrattamenti che si cumulavano a tutti quelli subiti in precedenza, dando così luogo ad uno stato di prostrazione e di incapacità a resistere).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 519 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)