Sez. L, Sentenza n. 33746 del 21/12/2024 (Rv. 673310-01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO (NOZIONE, DIFFERENZE DALL'APPALTO E DAL RAPPORTO DI LAVORO AUTONOMO, DISTINZIONI) - DIRITTI ED OBBLIGHI DEL DATORE E DEL PRESTATORE DI LAVORO - SUBORDINAZIONE - SANZIONI DISCIPLINARI | Discriminazioni di genere - Offese a connotazione sessuale - Denuncia della vittima di discriminazione - Contestazione disciplinare a suo danno - Mancata applicazione di sanzioni - Condizioni per uso legittimo del potere disciplinare - Insussistenza - Conseguenze - Carattere discriminatorio della contestazione - Vittimizzazione secondaria vietata da convenzioni internazionali - Sussistenza - Fondamento. LAVORO - LAVORO SUBORDINATO (NOZIONE, DIFFERENZE DALL'APPALTO E DAL RAPPORTO DI LAVORO AUTONOMO, DISTINZIONI) - DONNE - IN GENERE - In genere.
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO (NOZIONE, DIFFERENZE DALL'APPALTO E DAL RAPPORTO DI LAVORO AUTONOMO, DISTINZIONI) - DIRITTI ED OBBLIGHI DEL DATORE E DEL PRESTATORE DI LAVORO - SUBORDINAZIONE - SANZIONI DISCIPLINARI
La contestazione disciplinare mossa ad una lavoratrice, per l'asserita falsità della sua denuncia di condotte discriminatorie subite sul posto di lavoro (nella specie offese a connotazione sessuale), costituisce a sua volta trattamento discriminatorio se formulata in assenza delle condizioni per un uso legittimo del potere disciplinare, che postula - ex art. 54-bis, comma 1, d. lgs. n. 165 del 2001, ratione temporis applicabile - quantomeno la colpa grave di chi ha sporto denuncia, per la sua manifesta infondatezza positivamente verificabile fin dall'origine; una contestazione siffatta, anche se non seguita dall'applicazione di sanzione, costituisce una forma di vittimizzazione secondaria, vietata anche da convenzioni internazionali perché fonte di effetti umilianti e inibitori della proposizione di ulteriori ed analoghe denunce.
Decreto Legisl. 11/04/2006 num. 198 art. 26, Decreto Legisl. 30/03/2001 num. 165 art. 54 bis, Decreto Legisl. 10/03/2023 num. 24 art. 16, Tratt. Internaz. 11/05/2011 art. 18 com. 3, Tratt. Internaz. 21/06/2019 art. 10
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)