Sez. L, Sentenza n. 1105 del 29/01/1993 (Rv. 480538 - 01)
Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - Sentenze - Non definitive - Riserva facoltativa di gravame | Appello avverso una sentenza non definitiva - Sentenza di secondo grado - Pronuncia su tutte le questioni - Sentenza non definitiva - Configurabilità - Esclusione - Ricorso per cassazione - Proposizione- Termini - Riserva di impugnazione differita - Inammissibilità.
Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - Sentenze - Non definitive - Riserva facoltativa di gravame
La sentenza di secondo grado che definendo il giudizio di appello avverso una sentenza non definitiva di primo grado esaurisca la fase del giudizio pronunciando su tutte le questioni in essa proposte è da considerare come definitiva e non suscettibile di riserva di impugnazione differita, a nulla rilevando la prosecuzione del giudizio di primo grado per la determinazione del "quantum debeatur"; contro tale sentenza il ricorso per cassazione deve essere quindi proposto immediatamente nei termini di legge.
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 278, Cod. Proc. Civ. art. 279 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 325, Cod. Proc. Civ. art. 327 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 361
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)