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Sez. 6, Sentenza n. 8042 del 27/04/1995 Ud. (dep. 19/07/1995) Rv. 202028 - 01

Reati contro l'amministrazione della giustizia - Delitti contro l'attività giudiziaria - Calunnia - In genere | Dichiarazioni dell'imputato - Diritto di difesa e accuse calunniose - Rapporto.
Stato
decisa il 1995-04-27
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/202028-01

Reati contro l'amministrazione della giustizia - Delitti contro l'attività giudiziaria - Calunnia - In genere

L'imputato può, nel corso del procedimento instaurato a suo carico, negare, anche mentendo, la verità delle testimonianze o delle dichiarazioni a lui sfavorevoli. In tal caso l'accusa di falsa testimonianza o di calunnia, implicita in tale condotta, integra l'esercizio del diritto di difesa e, pertanto, non è punibile ai sensi dell'art. 51 cod. pen. Quando però l'imputato, travalicando il rigoroso rapporto funzionale tra tale condotta e la confutazione dell'imputazione, assuma ulteriori iniziative rivolte a riversare sull'accusatore, pur conoscendone l'innocenza, specifiche accuse e ne derivi la possibilità dell'inizio di un procedimento penale, si è al di fuori del mero esercizio del diritto di difesa e ricorrono, invece, tutti gli elementi costitutivi del delitto di calunnia.

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 368

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)