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Sez. 5, Sentenza n. 13248 del 19/10/1999 Ud. (dep. 17/11/1999) Rv. 215136 - 01

REATI CONTRO LA FEDE PUBBLICA - DELITTI - FALSITÀ IN ATTI - IN CERTIFICATI - COMMESSA DA PUBBLICO UFFICIALE | Esame del contesto - Necessità - Valutazione di merito - Incensurabilità in Cassazione - Fattispecie.
Stato
decisa il 1999-10-19
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/215136-01

REATI CONTRO LA FEDE PUBBLICA - DELITTI - FALSITÀ IN ATTI - IN CERTIFICATI - COMMESSA DA PUBBLICO UFFICIALE

In tema di falso ideologico in atto pubblico, per la cui sussistenza si richiede che trattisi di atto destinato a provare la verità dei fatti cui esso si riferisce, la falsità dell'attestazione non può essere riconosciuta prescindendo dal contesto normativo in base al quale va definito il significato dell'enunciato, potendo questo variare al punto che un'attestazione, apparentemente falsa nel suo astratto significato letterale, risulti invece veridica se interpretata con riferimento al suddetto contesto; interpretazione, questa, non censurabile in sede di legittimità se sorretta da adeguata e logica motivazione. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Suprema Corte ha ritenuto corretta la decisione del giudice di merito che aveva escluso la configurabilità del reato a carico di un funzionario della polizia di Stato il quale, onde ottenere l'indennità sostitutiva dell'alloggio di servizio al quale avrebbe avuto diritto, aveva dichiarato di non fruire di un tale alloggio, benché in realtà gli fosse stato concesso l'uso, n via provvisoria, di due camere ricavate dagli alloggi collettivi destinati al personale di polizia, nell'attesa che si rendesse libero l'alloggio a lui destinato, ancora occupato dal suo predecessore. La dichiarazione, infatti, secondo la Suprema Corte, ben poteva riguardarsi come veritiera, in quanto riferita all'indisponibilità non di un alloggio in genere ma dell'alloggio che sarebbe stato adeguato all'incarico ricoperto dall'imputato).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 479

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)