Sez. 5, Sentenza n. 2429 del 08/01/1993 Ud. (dep. 15/03/1993) Rv. 193802 - 01
Reati contro l'amministrazione della giustizia - Tutela arbitraria delle proprie ragioni - Esercizio arbitrario delle proprie ragioni ("ragion fattasi") - Con violenza alle persone | Condizione necessaria per la sussistenza del reato - Intento di esercitare un diritto soggettivo, non una potestà pubblica - Conseguenze - Fattispecie di colui che privi taluno della libertà, sospettandolo di furto, per indurlo a confessare o a rivelare il luogo ove custodisce la refurtiva - Esercizio arbitrario - Esclusione - Sequestro di persona - Sussistenza.
Reati contro l'amministrazione della giustizia - Tutela arbitraria delle proprie ragioni - Esercizio arbitrario delle proprie ragioni ("ragion fattasi") - Con violenza alle persone
Per aversi esercizio arbitrario delle proprie ragioni è necessario che il soggetto agisca per esercitare un preteso diritto soggettivo e non per esercitare una potestà pubblica. Ne deriva che risponde di sequestro di persona, e non già del delitto ipotizzato dall'art. 393 cod. pen., colui il quale, anziché denunciare all'autorità chi sospetta autore di un furto, lo abbia privato della libertà personale per indurlo alla confessione o alla rivelazione del luogo dove ha nascosto la refurtiva.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 393, Cod. Pen. art. 605 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)