Sez. 1, Sentenza n. 8280 del 15/06/1983 Ud. (dep. 15/10/1983) Rv. 160683 - 01
REATO - REATO CONTINUATO - REATO GIUDICATO ED ALTRO REATO - REATO GIÀ GIUDICATO MENO GRAVE - APPLICABILITÀ DELLA CONTINUAZIONE - ESCLUSIONE - RATIO.*
REATO - REATO CONTINUATO - REATO GIUDICATO ED ALTRO REATO - REATO GIÀ GIUDICATO MENO GRAVE - APPLICABILITÀ DELLA CONTINUAZIONE - ESCLUSIONE - RATIO.*
L'innovazione apportata dalla "novella" del 1974 all'istituto del reato continuato, non ha alterato il criterio della maggior gravità del reato nella Determinazione della pena base alla quale aggiungere l'aumento per la continuazione, per cui è rimasto fermo il principio che in caso di continuazione tra reato giudicato ed altro già giudicato, per poter applicare la relativa normativa è necessario che quest'ultimo reato risulti più grave dell'altro, non potendosi rivedere la pena per esso inflitta senza incidere sulla intangibilità della "res giudicata". È evidente, infatti, che questa verrebbe infranta giacché per il reato meno grave si dovrebbe procedere ad una nuova valutazione del fatto, che comporterebbe la configurazione di un nuovo reato continuato e la Determinazione di una pena unica diversa da quella stabilita dalla sentenza passata in giudicato. Evento questo che, invece, non si verifica nel caso in cui debba essere riconosciuta la continuazione di un reato già giudicato di maggior gravità rispetto a quello da giudicare: in tal caso, infatti, il principio della intangibilità del giudicato è rispettato, giacché questo rimane fermo ed alla pena irrogata con la sentenza irrevocabile si aggiunge soltanto la frazione di pena in aumento per la continuazione ritenuta equa per i reati accertati nel giudizio in corso. (V mass n 154629; (V mass n 148076; (V mass n 147468; (V mass n 145224; (V mass n 131410; (V mass n 117015; (V mass n 101188).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 com. 2 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)