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Sez. 3, Sentenza n. 3111 del 01/02/1996 Ud. (dep. 27/03/1996) Rv. 204866 - 01

Reati contro la famiglia - Delitti contro l'assistenza familiare - Maltrattamenti in famiglia - In genere | Assorbimento del delitto di maltrattamenti - In quello di tentata violenza carnale - Possibilità - Esclusione - Ragione - Fattispecie.
Stato
decisa il 1996-02-01
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/204866-01

Reati contro la famiglia - Delitti contro l'assistenza familiare - Maltrattamenti in famiglia - In genere

Il delitto di maltrattamenti non può ritenersi assorbito in quello di tentata violenza carnale: il carattere unitario, che è tipico del delitto di maltrattamenti, vale a distinguere la condotta di tale delitto da quella di tentata violenza carnale poiché, se le minacce integrano, di volta in volta, gli estremi del tentativo di violenza carnale, costituisce, rispetto a siffatte azioni, elemento specificante e distintivo il dolo unitario e programmatico del delitto di maltrattamenti, riconducibile alla coscienza e volontà di sottoporre il soggetto passivo a sofferenze fisiche e morali in modo continuo e abituale. (Nella specie la S.C. ha considerato che le minacce e le vessazioni non si esaurivano nel perseguimento del piano delittuoso, limitato al reato di tentata violenza carnale contro la figlia, ma coinvolgevano anche la moglie dell'imputato e, in ogni caso, la reiterazione di tali comportamenti minacciosi e vessatori, pur se fossero stati circoscritti alla persona della figlia, non si configuravano come un mero cumulo di azioni, in sè illecite, ma, a causa della abitualità della condotta, assumevano il carattere unitario che è tipico del delitto di maltrattamenti).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 56 CORTE COST., Cod. Pen. art. 519 CORTE COST., Cod. Pen. art. 572 CORTE COST. PENDENTE

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)