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Sez. 2, Sentenza n. 4128 del 09/01/2015 Ud. (dep. 28/01/2015) Rv. 262369 - 01

PROVE - MEZZI DI PROVA - TESTIMONIANZA - INCOMPATIBILITÀ - IN GENERE | Persona offesa del reato di truffa - Denuncia per calunnia a suo carico - Reciprocità - Esclusione - Dichiarazioni testimoniali - Utilizzabilità - Sussistenza.
Stato
decisa il 2015-01-09
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/262369-01

PROVE - MEZZI DI PROVA - TESTIMONIANZA - INCOMPATIBILITÀ - IN GENERE

In tema di prova dichiarativa, sono utilizzabili le dichiarazioni rese in qualità di testimone dalla persona offesa del reato di truffa che sia stata a sua volta denunciata dall'imputato per calunnia, in quanto una lettura costituzionalmente orientata della previsione contenuta nell'art. 371, comma secondo, lett. b), cod. proc. pen., impone di escluderne dall'applicazione quei reati che, seppure formalmente reciproci, siano stati commessi in contesti spaziali e temporali del tutto diversi.

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 368, Cod. Pen. art. 640 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 64 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 197 CORTE COST. PENDENTE, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 197 bis CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 210 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 371 com. 2 lett. B CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)