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Sez. 2, Sentenza n. 10025 del 13/05/1983 Ud. (dep. 22/11/1983) Rv. 161370 - 01

SENTENZA PENALE - RELAZIONE TRA LA SENTENZA E L'ACCUSA CONTESTATA - IN GENERE - ESTREMI - IPOTESI VARIE - CONTESTAZIONE DI TRUFFA E APPROPRIAZIONE INDEBITA - RITENUTA USURA - VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO - ESCLUSIONE.*
Stato
decisa il 1983-05-13
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/161370-01

SENTENZA PENALE - RELAZIONE TRA LA SENTENZA E L'ACCUSA CONTESTATA - IN GENERE - ESTREMI - IPOTESI VARIE - CONTESTAZIONE DI TRUFFA E APPROPRIAZIONE INDEBITA - RITENUTA USURA - VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO - ESCLUSIONE.*

Il principio della correlazione tra il fatto contestato e il fatto ritenuto in sentenza ha lo scopo di tutelare in concreto il diritto di difesa, impedendo che l'imputato possa essere condannato per un fatto non contestato ed in ordine al quale non abbia potuto difendersi. (nella fattispecie, la S.C. ha considerato immutato il fatto, originariamente contestato come truffa e appropriazione indebita, ritenuto in sentenza come usura aggravata, tenuto conto che il capo di imputazione menzionava modalità, circostanze, elementi, portati a conoscenza dell'imputato sì da porlo in grado di difendersi). (V mass n 154243; (V mass n 152893).*

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 640 CORTE COST., Cod. Pen. art. 644, Cod. Pen. art. 646 CORTE COST., Cod. Proc. Pen. art. 477

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)