Sez. 6, Sentenza n. 2218 del 16/10/1989 Ud. (dep. 17/02/1990) Rv. 183376 - 01
REATO - DELITTO TENTATO (TENTATIVO) - IDONEITÀ DEGLI ATTI (ATTI PREPARATORI E ATTI ESECUTIVI) - AGENTE PROVOCATORE - INTERVENTO DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA - ATTI COMPIUTI SU PROVOCAZIONE - INIDONEITÀ E INADEGUATEZZA - ESCLUSIONE - RAGIONE - FATTISPECIE DI TRAFFICO DI STUPEFACENTI.*
REATO - DELITTO TENTATO (TENTATIVO) - IDONEITÀ DEGLI ATTI (ATTI PREPARATORI E ATTI ESECUTIVI) - AGENTE PROVOCATORE - INTERVENTO DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA - ATTI COMPIUTI SU PROVOCAZIONE - INIDONEITÀ E INADEGUATEZZA - ESCLUSIONE - RAGIONE - FATTISPECIE DI TRAFFICO DI STUPEFACENTI.*
In tema di tentativo, l'intervento della polizia giudiziaria, determinato dall'attività di agente provocatore, non rende di per sè l'Azione assolutamente inidonea e inadeguata al fine (delittuoso) cui era diretta, trattandosi di fatto accertabile ex post che nulla toglie all'intrinseca pericolosità dell'Azione, anche quando non sia stata posta in essere dall'agente una condotta neutralizzante, pure ipotizzabile. (fattispecie in cui taluno, al fine di vendicarsi verso esponenti di organizzazione criminosa, aveva chiesto la fornitura di una partita di stupefacenti, riferendo alla polizia giudiziaria l'itinerario che il corriere avrebbe percorso prospettando, così, un intervento d'intercettazione. La Corte suprema ha censurato sia l'applicazione di causa di giustificazione (art. 51 cod. pen.), sia l'affermazione motivazionale fornita dal giudice del merito circa l'inidoneità della condotta per la commissione del reato addebitato al provocatore). (Conf mass n 156685 ed ivi cit.).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 56 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)