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Sez. 1, Sentenza n. 2875 del 10/03/1992 (Rv. 476164 - 01)

Cosa giudicata civile - Effetti del giudicato (preclusioni) | Condanna generica al risarcimento dei danni - Presupposto - Pronuncia sull'"an debeatur" - Natura - Incidenza sul giudizio di liquidazione del danno - Giudice della liquidazione - Possibilità di negare la sussistenza del danno - Ammissibilità.
Stato
decisa il 1992-03-10
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/476164-01

Cosa giudicata civile - Effetti del giudicato (preclusioni)

La condanna generica al risarcimento dei danni, sia essa oggetto di autonomo giudizio ovvero di quello che prosegue per la determinazione del "quantum", presuppone soltanto l'accertamento di un fatto potenzialmente dannoso, in base ad un accertamento anche di probabilità o di verosimiglianza, mentre la prova dell'esistenza del danno, della sua reale entità e del rapporto eziologico è riservata alla fase successiva di determinazione e di liquidazione, sicché la pronuncia sull'"an debeatur" si configura come una mera "declaratoria iuris" da cui esula qualunque accertamento in ordine alla misura e alla concreta sussistenza del danno, con la conseguenza che il giudicato formatosi sull'"an" non preclude al giudice della liquidazione di negare la sussistenza stessa del danno.

Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 278

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)