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Sez. 4, Sentenza n. 2655 del 21/10/1983 Ud. (dep. 22/03/1984) Rv. 163292 - 01

CIRCOLAZIONE STRADALE - NORME DI COMPORTAMENTO - VELOCITÀ - LIMITI ELASTICI - ORE NOTTURNE - USO DI SEGNALAZIONI VISIVE O DI ILLUMINAZIONE (FARI E LUCI) - MARCIA IN ORE NOTTURNE - SPAZIO DI VISIBILITÀ CONSENTITO DAI FARI - VELOCITÀ - NECESSITÀ DI ADEGUAMENTO - USO DI FARI ANABBAGLIANTI - VELOCITÀ MASSIMA CONSENTITA - PRESUNZIONE ASSOLUTA DI PERICOLO.*
Stato
decisa il 1983-10-21
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/163292-01

CIRCOLAZIONE STRADALE - NORME DI COMPORTAMENTO - VELOCITÀ - LIMITI ELASTICI - ORE NOTTURNE - USO DI SEGNALAZIONI VISIVE O DI ILLUMINAZIONE (FARI E LUCI) - MARCIA IN ORE NOTTURNE - SPAZIO DI VISIBILITÀ CONSENTITO DAI FARI - VELOCITÀ - NECESSITÀ DI ADEGUAMENTO - USO DI FARI ANABBAGLIANTI - VELOCITÀ MASSIMA CONSENTITA - PRESUNZIONE ASSOLUTA DI PERICOLO.*

Il conducente ha l'Obbligo di marciare (in assenza di illuminazione pubblica o privata) in ora notturna a velocità tale da permettere l'arresto entro lo spazio di visibilità consentito dai dispositivi di illuminazione in funzione, per evitare di determinare una immanente ed insuperabile situazione di pericolo di urto contro persone o cose occasionalmente presenti lungo la traiettoria di avanzamento del veicolo. La norma che impone a colui, che circoli con i fari anabbaglianti accesi, di procedere ad una velocità non superiore ai quaranta chilometri orari detta una presunzione "iuris et de iure" di pericolo. (V mass n 157906; (V mass n 150651; (Conf mass n 147455 ed ivi citate sulla seconda parte).*

Riferimenti normativi: Cod. Strada art. 102, Legge 15/06/1959 num. 393 art. 102, Cod. Strada art. 110, Legge 15/06/1959 num. 393 art. 110

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)