diritto.io

Sez. 3, Sentenza n. 43239 del 04/05/2016 Ud. (dep. 13/10/2016) Rv. 267927 - 01

REATO - REATO CONTINUATO - IN GENERE | Reati aventi medesima pena edittale - Obbligo del giudice di determinare la pena più grave - Sussistenza - Criteri - Individuazione - Fattispecie.
Stato
decisa il 2016-05-04
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/267927-01

REATO - REATO CONTINUATO - IN GENERE

In tema di reato continuato, qualora il reato già giudicato e quello da giudicare, legati dall'identità del disegno criminoso, non presentino alcuna differenza nel trattamento edittale, il giudice è comunque tenuto a determinare, mediante una valutazione in concreto, quale sia il reato più grave, posto che la continuazione costituisce una "fictio juris" che non fa perdere a ciascuno dei reati sussunti nell'ambito della stessa la propria individualità giuridica, cui è connessa la conoscibilità in sede esecutiva della parte di pena riferibile ai singoli reati. (Fattispecie relativa al reato di cui all'art. 609-bis cod. pen., nella quale la S.C. ha ritenuto legittima la condanna a pena in continuazione con quella definitivamente irrogata per il reato ex art. 609-quater cod. pen., ritenuto in concreto più grave per la più elevata sanzione inflitta a causa della pluriennale protrazione della condotta).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)