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Sez. 1, Sentenza n. 45731 del 13/11/2001 Cc. (dep. 20/12/2001) Rv. 220373 - 01

IMPUGNAZIONI (COD. PROC. PEN. 1988) - CASSAZIONE - IN GENERE | Ricorso straordinario per errore materiale o di fatto - Nozione di errore materiale e di errore di fatto - Applicazione in tema di dichiarazioni accusatorie.
Stato
decisa il 2001-11-13
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/220373-01

IMPUGNAZIONI (COD. PROC. PEN. 1988) - CASSAZIONE - IN GENERE

L'errore materiale e l'errore di fatto, indicati dall'art.625 bis c.p.p. come motivi di possibile ricorso straordinario avverso provvedimenti della corte di cassazione, consistono, rispettivamente, il primo (già previsto come emendabile, a determinate condizioni, dall'art.130 c.p.p.), nella mancata rispondenza tra la volontà, correttamente formatasi, e la sua estrinsecazione grafica; il secondo (assimilabile a quello revocatorio già previsto, in materia civile, dall'art.391 bis c.p.p.), in una svista o in un equivoco incidenti sugli atti interni al giudizio di legittimità, il cui contenuto viene percepito in modo difforme da quello effettivo. Deve pertanto ritenersi che rimangano del tutto estranei all'area dell'errore di fatto - restando quindi fermo, con riguardo ad essi, il principio di inoppugnabilità dei provvedimenti della Corte di cassazione - gli errori di valutazione e di giudizio dovuti ad una non corretta interpretazione degli atti del processo di cassazione, da assimilare agli errori di diritto conseguenti all'inesatta ricostruzione del significato delle norme sostanziali e processuali. (Nella specie, in applicazione di tali principi, la Corte ha escluso che costituisse errore di fatto denunciabile mediante ricorso straordinario quello in cui la stessa Corte sarebbe incorsa nel qualificare come dirette, anziché "de relato", talune dichiarazioni accusatorie di "collaboranti" e nel ritenere la convergenza fra tali dichiarazioni e quelle provenienti da altro "collaborante").

Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 625 bis CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 625

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)