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Sez. 1, Sentenza n. 9015 del 04/02/2009 Ud. (dep. 27/02/2009) Rv. 242877 - 01

REATO - DELITTO TENTATO (TENTATIVO) - DESISTENZA VOLONTARIA | Presupposti - Possibilità attuale di consumazione del delitto - Sopravvenuta impossibilità - Configurabilità della desistenza - Esclusione - Fattispecie.
Stato
decisa il 2009-02-04
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/242877-01

REATO - DELITTO TENTATO (TENTATIVO) - DESISTENZA VOLONTARIA

La desistenza volontaria dall'azione prevista dall'art. 56, comma terzo, cod. pen., presuppone la costanza della possibilità di consumazione del delitto. Ne consegue che, qualora tale possibilità non vi sia più, o per la non realizzabilità fisico-materiale della consumazione stessa oppure, sul piano soggettivo, anche soltanto per una non realizzabilità erroneamente ritenuta dal soggetto agente, ricorre, sussistendone i requisiti, l'ipotesi del delitto tentato. (Nella specie è stata esclusa la configurabilità di una desistenza volontaria, sul rilievo che tutti gli elementi acquisiti al processo, comprese le dichiarazioni dell'imputato, lasciavano fondatamente ritenere che quest'ultimo non avesse volontariamente abbandonato l'azione, ma vi fosse stato costretto da una serie di circostanze, tra le quali l'imprevista reazione della vittima e il venir meno della convinzione di poter condurre a termine il disegno omicida).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 56 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)