Sez. 2, Sentenza n. 8778 del 09/04/1987 Ud. (dep. 28/07/1987) Rv. 176469 - 01
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGION FATTASI) - IN GENERE - APPARTENENZA DEL PRETESO DIRITTO AD UN SOGGETTO DIVERSO DALL'AGENTE - IRRILEVANZA - MANDATO AD AGIRE, EFFETTIVA REALIZZABILITÀ DELLA PRETESA IN GIUDIZIO, IMPOSSIBILITÀ PER L'INTERESSATO DI FAR VALERE PERSONALMENTE IL PROPRIO DIRITTO - NECESSITÀ AI FINI DELLA SUSSISTENZA DEL REATO - ESCLUSIONE.*
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGION FATTASI) - IN GENERE - APPARTENENZA DEL PRETESO DIRITTO AD UN SOGGETTO DIVERSO DALL'AGENTE - IRRILEVANZA - MANDATO AD AGIRE, EFFETTIVA REALIZZABILITÀ DELLA PRETESA IN GIUDIZIO, IMPOSSIBILITÀ PER L'INTERESSATO DI FAR VALERE PERSONALMENTE IL PROPRIO DIRITTO - NECESSITÀ AI FINI DELLA SUSSISTENZA DEL REATO - ESCLUSIONE.*
Ai fini della sussistenza del delitto di Esercizio arbitrario delle proprie ragioni, di cui all'art. 393 cod. pen., riconosciuto che l'agente può operare anche a vantaggio di un terzo, non è necessario che l'interessato abbia conferito mandato o dato informale incarico al soggetto di operare per suo conto, né che la ragione vantata sia effettivamente realizzabile in giudizio (è sufficiente, infatti, il convincimento della legittimità della pretesa), né è richiesta l'impossibilità per l'interessato di far valere personalmente il proprio diritto. (V mass n 153222; (Conf mass n 145966; (Conf mass n 138579; (Conf mass n 170533).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 393
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)