Sez. 4, Sentenza n. 10590 del 30/10/1996 Ud. (dep. 09/12/1996) Rv. 207336 - 01
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - DELITTI CONTRO L'ATTIVITÀ GIUDIZIARIA - FRODE PROCESSUALE - IN GENERE | Reato che lede il corretto funzionamento del processo penale - Danno civile diretto derivante al privato - Esclusione - Danno mediato - Configurabilità in astratto - Possibilità - Individuazione del danno mediato nel ritardo impresso dalla frode al processo - Esclusione - Condizione.
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - DELITTI CONTRO L'ATTIVITÀ GIUDIZIARIA - FRODE PROCESSUALE - IN GENERE
Dal delitto di cui all'art. 374 cod. pen., il quale è reato che lede il corretto funzionamento del processo penale, non può derivare al privato un danno diretto di natura civile. In astratto, potrebbe configurarsi nei suoi confronti un danno mediato ma questo non può essere individuato nel ritardo impresso dalla frode al processo, quando non sia passato un apprezzabile lasso di tempo (nella specie, non è stato ritenuto tale quello di circa cinque mesi).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 374, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 538 com. 2, Legge 22/09/1988 num. 447 art. 538 com. 2 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)