Sez. 3, Sentenza n. 10741 del 11/05/2009 (Rv. 608387 - 01)
CAPACITÀ DELLA PERSONA FISICA - CAPACITÀ GIURIDICA - DEL CONCEPITO | Autonoma soggettività giuridica del concepito - Configurabilità - Conseguenze - Somministrazione di farmaci teratogeni alla gestante - Malformazioni congenite del concepito - Diritto di quest'ultimo al risarcimento del danno - Sussistenza.
CAPACITÀ DELLA PERSONA FISICA - CAPACITÀ GIURIDICA - DEL CONCEPITO
Il concepito, pur non avendo una piena capacità giuridica, è comunque un soggetto di diritto, perché titolare di molteplici interessi personali riconosciuti dall'ordinamento sia nazionale che sovranazionale, quali il diritto alla vita, alla salute, all'onore, all'identità personale, a nascere sano, diritti, questi, rispetto ai quali l'avverarsi della "condicio iuris" della nascita è condizione imprescindibile per la loro azionabilità in giudizio ai fini risarcitori. Ne consegue che la persona nata con malformazioni congenite, dovute alla colposa somministrazione di farmaci dannosi (nella specie teratogeni), alla propria madre, durante la gestazione, è legittimata a domandare il risarcimento del danno alla salute nei confronti del medico che quei farmaci prescrisse o non sconsigliò.
Riferimenti normativi: Costituzione art. 2 CORTE COST., Costituzione art. 32, Cod. Civ. art. 1, Cod. Civ. art. 2043 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2059 CORTE COST., Legge 22/05/1978 num. 194 art. 1 CORTE COST., Legge 19/02/2004 num. 40 art. 1 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)