Sez. 2, Sentenza n. 935 del 23/09/2015 Ud. (dep. 13/01/2016) Rv. 265733 - 01
REATO - REATO CONTINUATO - IN GENERE | Reati in parte già giudicati ed in parte "sub iudice" - Violazione più grave - Criterio di individuazione - Reati ancora da giudicare - Differenze.
REATO - REATO CONTINUATO - IN GENERE
Nel caso di continuazione tra reati in parte decisi con sentenza definitiva ed in parte "sub iudice", la valutazione circa la maggiore gravità delle violazioni deve essere compiuta confrontando la pena irrogata per i fatti già giudicati con quella irroganda per i reati al vaglio del decidente, attesa la necessità di rispettare le valutazioni in punto di determinazione della pena già coperte da giudicato e, nello stesso tempo, di rapportare grandezze omogenee. (In motivazione la S.C. ha evidenziato l'inapplicabilità del principio alla diversa ipotesi in cui i reati debbano essere contemporaneamente giudicati dallo stesso giudice, nella quale la violazione più grave va individuata in astratto in base alla pena edittale prevista per il reato ritenuto dal giudice in rapporto alle singole circostanze in cui la fattispecie si è manifestata e all'eventuale giudizio di comparazione fra di esse).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 com. 2 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 648 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)