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Sez. 6, Sentenza n. 2797 del 01/02/1995 Ud. (dep. 16/03/1995) Rv. 201358 - 01

Reati contro la publica amministrazione - Delitti - Dei pubblici ufficiali - Abuso di ufficio in casi non preveduti specificatamente dalla legge | Nozione - Rilevanza degli atti e dei comportamenti materiali collaterali e strumentali - Concorso di persone nel reato - Adozione da parte di uno dei concorrenti dei provvedimenti e da parte di un altro dei comportamenti strumentali - Irrilevanza ai fini della configurabilità del reato e della responsabilità - Prova dello abuso - Elementi sintomatici - Rilevanza - Condizioni - Legittimità del provvedimento collegiale adottato - Irrilevanza - Fattispecie in tema di adozione di variante del piano regolatore generale.
Stato
decisa il 1995-02-01
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/201358-01

Reati contro la publica amministrazione - Delitti - Dei pubblici ufficiali - Abuso di ufficio in casi non preveduti specificatamente dalla legge

Il reato di abuso in atti di ufficio può essere integrato sia nel porre in essere atti e provvedimenti amministrativi, cioè attraverso atti volitivi tipici della funzione, sia attraverso attività materiali o comportamenti che comunque costituiscano manifestazioni dell'attività amministrativa e quindi dell'ufficio e, in ipotesi di concorso di più persone nel reato, non ha nessuna influenza che uno dei concorrenti ponga in essere l'atto amministrativo tipico e l'altro solo le attività materiali e i comportamenti collegati poiché la diversificazione delle condotte, una concretizzatasi in atti amministrativi formali e l'altra in attività materiale di pressione sui componenti di un organo collegiale, non incide sulla configurazione del reato. Ai fini della prova dell'abuso, anche sotto il profilo soggettivo, inoltre assumono rilievo sia l'atto ed il comportamento singolarmente valutato sia quei comportamenti antecedenti, contestuali o anche successivi all'atto o al comportamento che designa l'abuso e, ove la condotta si manifesti attraverso provvedimenti, è irrilevante la loro legittimità o illegittimità. (Nel caso di specie la Corte ha ritenuto che fossero stati giustamente condannati per il reato di abuso in atti di ufficio il sindaco ed un consigliere comunale che si erano adoperati per favorire l'approvazione di una variante al piano regolatore generale da cui derivava un ingiusto vantaggio patrimoniale per terzi, il primo attraverso l'adozione di delibere di giunta e l'emanazione di decreti sindacali ed il secondo cercando di condizionare ed influenzare con i propri comportamenti i membri del consiglio comunale).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 110 CORTE COST., Cod. Pen. art. 323 CORTE COST., Legge 17/08/1942 num. 1150 CORTE COST., Legge 28/01/1977 num. 10 CORTE COST., Legge 28/02/1985 num. 47 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)