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Sez. 6, Sentenza n. 17236 del 16/10/1989 Ud. (dep. 07/12/1989) Rv. 182791 - 01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - CONCUSSIONE - IN GENERE - CORRUZIONE - PER UN ATTO CONTRARIO AI DOVERI DI UFFICIO O DEL SERVIZIO - ELEMENTI DIFFERENZIALI - FATTISPECIE.*
Stato
decisa il 1989-10-16
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/182791-01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - CONCUSSIONE - IN GENERE - CORRUZIONE - PER UN ATTO CONTRARIO AI DOVERI DI UFFICIO O DEL SERVIZIO - ELEMENTI DIFFERENZIALI - FATTISPECIE.*

Non può parlarsi di concussione bensì di corruzione laddove il privato non sia vittima del pubblico funzionario ma cooperi con questo in un'Azione che lede gli interessi dell'ente pubblico (nella specie i giudici di merito avevano accertato che tra un agente della polizia stradale e l'imputata era intervenuto un "pactum sceleris", provocato dall'iniziativa di quest'ultima che, interessata a far circolare i suoi automezzi in violazione delle prescrizioni sui limiti massimi dei carichi, consegnava periodicamente somme di denaro all'agente, ottenendone in cambio che fossero omessi i doverosi controlli; la Cassazione ha rilevato che l'iniziativa per l'illecito accordo di massima - iniziativa ovviamente escludente per la promotrice una posizione men che paritaria nei confronti del pubblico ufficiale - nonché l'intento dell'imputata di conseguire un vantaggio illecito a danno della pubblica amministrazione - vantaggio costituito dall'elusione dei controlli e dei giusti provvedimenti sanzionatori - ben connotavano la ricorrenza del reato di corruzione). (V mass n 164992; (V mass n 161154; (V mass n 156896).*

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 317, Cod. Pen. art. 319 PENDENTE

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)