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Statuto speciale per la Valle d'Aosta

Testo in vigore al

Titolo I. Costituzione della regione

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti il primo comma della XVII disposizione transitoria e l'art. 116 della Costituzione;
PROMULGA
la seguente legge costituzionale, approvata dalla Assemblea Costituente il 31 gennaio 1948;

Art. 1

1. La Valle d'Aosta e' costituita in Regione autonoma, fornita di personalita' giuridica, entro l'unita' politica della Repubblica italiana, una e indivisibile, sulla base dei principi della Costituzione e secondo il presente Statuto.

2. Il territorio della Valle d'Aosta comprende le circoscrizioni dei Comuni ad esso appartenenti alla data della entrata in vigore della presente legge.

3. La Regione ha per capoluogo Aosta.

Titolo II. Funzioni della regione

Art. 2

1. In armonia con la Costituzione e i principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica e col rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali, nonche' delle norme fondamentali delle riforme economico sociali della Repubblica, la Regione ha potesta' legislativa nelle seguenti materie:

  1. a) ordinamento degli uffici e degli enti dipendenti dalla Regione e stato giuridico ed economico del personale;

  2. b) ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni;

  3. c) polizia locale urbana e rurale;

  4. d) agricoltura e foreste, zootecnia, flora e fauna;

  5. e) piccole bonifiche ed opere di miglioramento agrario e fondiario;

  6. f) strade e lavori pubblici di interesse regionale;

  7. g) urbanistica, piani regolatori per zone di particolare importanza turistica;

  8. h) trasporti su funivie e linee automobilistiche locali;

  9. i) acque minerali e termali;

  10. l) caccia e pesca;

  11. m) acque pubbliche destinate ad irrigazione ed a uso domestico;

  12. n) incremento dei prodotti tipici della Valle;

  13. o) usi civici, consorterie, promiscuita' per condomini agrari e forestali, ordinamento delle minime proprieta' culturali;

  14. p) artigianato;

  15. q) industria alberghiera, turismo e tutela del paesaggio;

  16. r) istruzione tecnico-professionale;

  17. s) biblioteche e musei di enti locali;

  18. t) fiere e mercati;

  19. u) ordinamento delle guide, scuole di sci e dei portatori alpini;

  20. v) toponomastica;

  21. z) servizi antincendi.

Art. 3

1. La Regione ha la potesta' di emanare norme legislative di integrazione e di attuazione delle leggi della Repubblica, entro i limiti indicati nell'articolo precedente, per adattarle alle condizioni regionali, nelle seguenti materie:

  1. a) industria e commercio;

  2. b) istituzione di enti di credito di carattere locale;

  3. c) espropriazione per pubblica utilita' per opere non a carico dello Stato;

  4. d) disciplina dell'utilizzazione delle acque pubbliche ad uso idroelettrico;

  5. e) disciplina della utilizzazione delle miniere;

  6. f) finanze regionali e comunali;

  7. g) istruzione materna, elementare e media;

  8. h) previdenza e assicurazioni sociali;

  9. i) assistenza e beneficenza pubblica;

  10. l) igiene e sanita', assistenza ospedaliera e profilattica;

  11. m) antichita' e belle arti;

  12. n) annona;

  13. o) assunzione di pubblici servizi.

Art. 4

1. La Regione esercita le funzioni amministrative sulle materie nelle quali ha potesta' legislativa a norma degli articoli 2 e 3, salve quelle attribuite ai Comuni e agli altri enti locali dalle leggi della Repubblica.

2. La Regione esercita altresi' le funzioni amministrative che le siano delegate dallo Stato con legge.

Titolo III. Finanze, demanio e patrimonio

Art. 5

1. I beni del demanio dello Stato situati nel territori della Regione, eccettuati quelli che interessano la difesa dello Stato o servizi di carattere nazionale, sono trasferiti al demanio della Regione.

2. Sono altresi' trasferiti al demanio della Regione le acque pubbliche in uso di irrigazione e potabile.

Art. 6

1. I beni immobili patrimoniali dello Stato, situati nella Regione, sono trasferiti al patrimonio della Regione.

2. Fanno parte del patrimonio indisponibile della Regione:

  1. 1) le foreste che, a norma delle leggi vigenti, appartengono allo Stato;

  2. 2) le cave, quando la disponibilita' ne e' sottratta al proprietario del fondo;

  3. 3) gli edifici destinati a sede di uffici pubblici della Regione e gli altri beni destinati a un pubblico servizio della Regione.

Art. 7

1. Le acque pubbliche esistenti nella Regione, eccettuate quelle indicate nell'art. 5, sono date in concessione gratuita per novantanove anni alla Regione. La concessione potra' essere rinnovata.

2. Sono escluse dalla concessione le acque che alla data del 7 settembre 1945 abbiano gia' formato oggetto di riconoscimento di uso o di concessione.

3. Alla cessazione dell'uso o della concessione di tali acque, la Regione subentra nella concessione.

4. La concessione e' subordinata, in ogni caso, alla condizione che lo Stato non intenda fare oggetto le acque di un piano di interesse nazionale.

Art. 8

1. Le concessioni di acque indicate nel secondo comma dell'articolo precedente, che alla data del 7 settembre 1945 non siano state utilizzate, passano alla Regione.

2. Il Presidente della Regione ha facolta' di provocare dagli organi competenti la dichiarazione di decadenza delle concessioni, ove ricorrano le condizioni previste dalla legge.

3. Non e' ammessa la cessione delle concessioni indicate nel presente articolo. Le acque concesse alla Regione potranno da questa essere subconcesse, purche' la loro utilizzazione avvenga nel territorio dello Stato e secondo un piano generale da stabilirsi da un Comitato misto, composto di rappresentanti del Ministero dei lavori pubblici e della Giunta regionale.

4. Le subconcessioni saranno istruite secondo la procedura e le norme tecniche per le concessioni fatte dallo Stato.

Art. 9

1. Per le subconcessioni di derivazioni a scopo idroelettrico, la Regione non potra' applicare canoni che superino limiti che saranno stabiliti dal Governo dello Stato, sentita la Giunta regionale.

2. Le acque ad uso pubblico ed irriguo non saranno soggette ad alcuna imposizione di canone da parte della Regione.

Art. 10

1. I termini per l'applicazione delle norme, contenute nel testo unico delle leggi sulle acque e sugli impianti elettrici, a favore dei Comuni, per i loro servizi pubblici, se prescritti, sono riaperti a decorrere dal 7 settembre 1945.

Art. 11

1. Le miniere esistenti nella Regione sono date in concessione gratuita alla Regione per novantanove anni.

2. La concessione potra' essere rinnovata.

3. Non e' ammessa la cessione della concessione predetta.

4. Sono escluse dalla concessione le miniere che alla data del 7
settembre 1945 abbiano gia' formato oggetto di concessione, salvo che alla concessione non sia seguito lo sfruttamento nei termini previsti dalla legge, nel qual caso la Regione puo' promuovere a proprio beneficio la decadenza della concessione.

5. Le subconcessioni saranno istruite secondo la procedura e le norme tecniche per le concessioni fatte dallo Stato.

Art. 12

1. Oltre il gettito delle entrate proprie della Valle, sara' dallo Stato, sentito il Consiglio della Valle, attribuita alla stessa una quota dei tributi erariali.

2. La Valle puo' istituire proprie imposte e sovrimposte osservando i principi dell'ordinamento tributario vigente.

3. Per provvedere a scopi determinati, che non rientrino nelle funzioni normali, della Valle, lo Stato assegna alla stessa, per legge, contributi speciali.

4. Lo Stato, inoltre, cede a favore della Valle i nove decimi del canone annuale percepito a norma di legge per le concessioni di derivazioni a scopo idroelettrico.

Art. 13

1. Ai fini dell'accertamento delle imposte dirette erariali, gli uffici finanziari dello Stato nella Regione comunicano alla Giunta regionale la lista dei contribuenti che, domiciliati nella Valle, possiedono redditi tassabili al loro nome mediante ruolo.

2. La Giunta esamina la lista, la completa e la rettifica, aggiungendovi coloro che furono omessi e che vi dovevano essere compresi e cancellandone coloro che per qualsiasi causa vi furono indebitamente iscritti o che per motivi sopravvenuti ne debbono essere esclusi.

3. Delle variazioni introdotte la Giunta deve indicare la ragione.

4. La Giunta indica altresi' gli altri dati necessari per il nuovo o migliore accertamento dei tributi nei confronti degli iscritti nella lista.

5. Gli uffici finanziari dello Stato nella Regione sono tenuti a riferire alla Giunta i provvedimenti adottati in base alle indicazioni dalla stessa ricevute.