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Sez. L, Sentenza n. 17337 del 30/08/2004 (Rv. 576369 - 01)

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - MANSIONI - DIVERSE DA QUELLE DELL'ASSUNZIONE | Successive applicazioni per brevi periodi di uno o più lavoratori ad un posto implicante svolgimento di mansioni superiori - Presunzione di preordinazione utilitaristica da parte del datore di lavoro - Esclusione - Concomitanza dello svolgimento di procedura concorsuale per la copertura di quel posto - Indizio di intento elusivo - Esclusione - Indizio di reale esigenza organizzativa - Configurabilità - Fattispecie.
Stato
decisa il 2004-08-30
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/576369-01

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - MANSIONI - DIVERSE DA QUELLE DELL'ASSUNZIONE

Nell'ipotesi di successive applicazioni di un lavoratore ad un posto di lavoro che implichi lo svolgimento di mansioni superiori, ipotesi caratterizzata dal fatto che ciascuna applicazione ha durata inferiore al termine contrattuale o legale previsto per l'acquisizione del diritto alla qualifica corrispondente, ma superiore ad esso se sommate, la circostanza che tali applicazioni siano effettuate in concomitanza con lo svolgimento della procedura concorsuale - prevista come obbligatoria dalla contrattazione collettiva - per la copertura di quel posto, non implica, di per sè, una presunzione di preordinazione utilitaristica, salvo prova contraria, e costituisce anzi una presunzione che la condotta del datore di lavoro sia determinata da un'esigenza organizzativa reale, idonea in quanto tale a mantenere l'effetto interruttivo della revoca dell'assegnazione alle mansioni superiori e ad evitare, pertanto, che maturi il diritto al superiore inquadramento. Infatti, l'ottemperanza all'obbligo contrattuale costituisce di per sè una reale esigenza di organizzazione della produzione, ed esclude, in assenza di ulteriori elementi diversificatori della fattispecie, che il fine del comportamento sia rivolto ad eludere la legge ed a locupletare la maggiore professionalità del lavoratore incaricato di svolgere quelle mansioni. (Nella specie, relativa a dipendente postale, la S.C ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso che le numerose assegnazioni della lavoratrice alle mansioni superiori della area quadri Q 2 fossero sorrette da intenti elusivi, trattandosi di comportamento posto in essere in relazione alle necessità di svolgimento delle procedure selettive per la copertura del posto vacante temporaneamente assegnato alla dipendente stessa).

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2103 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)