Sez. 1, Sentenza n. 1828 del 04/03/1999 (Rv. 523824 - 01)
ARBITRATO - ARBITRI - COMPENSO | Tariffa relativa alla prestazione dell'attività di arbitro in una controversia - Criteri - Distinzione tra cause di valore determinato o determinabile e di valore indeterminabile - Controversia di valore indeterminabile - Nozione - Fattispecie in tema di esclusione di un socio dalla società o da un consorzio.
ARBITRATO - ARBITRI - COMPENSO
Causa di valore indeterminabile, ai fini dell'applicazione delle relative tariffe per stabilire il compenso spettante all'arbitro cui ne sia stata demandata la definizione, deve considerarsi quella il cui oggetto non sia suscettibile di valutazione pecuniaria. Tale situazione si verifica nel caso di controversia relativa alla esclusione del socio dalla società o da un consorzio, la cui portata non si esaurisce nelle particolari conseguenze patrimoniali che ne derivano, ma le trascende, investendo, nella sua essenzialità e radicalità, lo "status" soggettivo di partecipante alla compagine della società o del consorzio.
Riferimenti normativi: Decr. Minist. Grazia e Giustizia 05/10/1994 num. 585
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)