Sez. 1, Sentenza n. 785 del 06/02/1996 Cc. (dep. 12/03/1996) Rv. 203987 - 01
Reato - Reato continuato - In genere | Accertamento della sussistenza della continuazione - Valutazione dell'intento del colpevole nelle diverse azioni delittuose - Esclusione - Unicità dell'atto volitivo che lega le diverse azioni delittuose - Necessità.
Reato - Reato continuato - In genere
Ai fini del'accertamento della sussistenza della continuazione, non bisogna avere riguardo agli intenti perseguiti dall'autore delle diverse azioni delittuose, ma è invece necessario che le singole violazioni di legge siano tutte rapportabili ad un unico atto volitivo, ossia che tali violazioni siano state tutte previste e deliberate come momenti di attuazione di un programma preventivamente ideato ed elaborato nelle sue linee essenziali. L'identità del movente è insufficiente a configurare la medesimezza del disegno criminoso, che non va confuso con il generico proposito di commettere reati o con la scelta di una condotta di vita fondata sul delitto.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 671 CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 671
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)