Sez. 1, Sentenza n. 473 del 15/11/1993 Ud. (dep. 19/01/1994) Rv. 196110 - 01
Prove - Mezzi di prova - Documenti - Provenienti dall'imputato | Lettera diretta al complice con contestazione a quest'ultimo di responsabilità principale del delitto - Valore di chiamata in correità - Esclusione - Valore di indizio - Configurabilità.
Prove - Mezzi di prova - Documenti - Provenienti dall'imputato
La lettera, occasionalmente intercettata dall'autorità giudiziaria, con la quale il coautore del fatto contesti al concorrente la responsabilità principale, del delitto, non costituisce chiamata di correo, perché non fatta nel processo, né diretta al giudice, ma è una dichiarazione di scienza del fatto, effettuata da persona la quale, ancorché imputata di un certo reato, la renda al di fuori del processo e, nella sua intenzione, all'insaputa del giudice. Tale dichiarazione, acquisibile al procedimento ai sensi dell'art. 237 cod. proc. pen., non essendo di per sè sufficiente per l'affermazione di responsabilità va qualificata, sul piano probatorio, come indizio, con la conseguenza che può assumere valore di prova solo allorché ricorrano i requisiti previsti dall'art. 192 comma secondo stesso codice. (Non constano precedenti).
Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 192 CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 192 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 237, Legge 22/09/1988 num. 447 art. 237
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)