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Codice di Procedura Penale

Testo in vigore al

Art. 496 Uso della stenografia

1. Il cancelliere ha in ogni caso facolta' di compilare il processo verbale stenograficamente. Nei dibattimenti di primo grado, e in quelli rinnovati in grado d'appello o per rinvio dopo annullamento, il presidente o il pretore, se il pubblico ministero o alcuna delle parti private non ammesse al patrocinio gratuito ne fa domanda motivata, ha facolta' di ordinare che le dichiarazioni o deposizioni indicate nell'articolo precedente siano in tutto o in parte stenografate, sempre che sia disponibile un adatto funzionario di cancelleria.

2. La domanda deve essere presentata nel termine stabilito per la produzione delle liste testimoniali o al piu' tardi subito dopo compiute le formalita' d'apertura del dibattimento e, se e' presentata da una parte privata, deve essere accompagnata dal deposito della somma occorrente per l'indennita' stabilita dal regolamento. Nondimeno, se il cancelliere che assiste all'udienza e' capace di stenografare, la domanda puo' essere proposta anche durante il dibattimento. Il presidente o il pretore provvede senza alcuna formalita' e il suo provvedimento non e' soggetto a reclamo. La domanda non puo' mai essere causa della sospensione o del rinvio del dibattimento.

3. I fogli stenografati sono sottoscritti dal presidente o dal pretore e devono essere tradotti dal cancelliere in caratteri comuni entro il giorno successivo a quello in cui furono scritti. I fogli stenografati e quelli scritti in caratteri comuni sono uniti agli atti del procedimento e si considerano ad ogni effetto come un solo originale; ma, se differiscono tra loro, fa prova l'originale stenografico Se il cancelliere e' assolutamente impedito, la traduzione e' affidata ad un interprete, il quale presta giuramento.

Art. 496-bis Uso dei registratori

1. Nei dibattimenti di primo grado ed in quelli rinnovati in grado di appello o per rinvio dopo annullamento, il presidente, d'ufficio o su domanda del pubblico ministero o di alcuna delle parti private, dispone, sempre che l'aula d'udienza sia all'uopo attrezzata, che le dichiarazioni o deposizioni indicate nell'articolo 495 siano in tutto o in parte riprodotte mediante apparecchi di registrazione.

2. Le registrazioni, racchiuse in apposite custodie numerate e sigillate, sono unite agli atti del procedimento.

3. Ciascuna custodia deve essere, a sua volta, racchiusa in un involucro, sul quale viene ritrascritto il numero ed indicato il nome della persona o delle persone, alle quali si riferiscono le dichiarazioni registrate.

4. Per il funzionamento dei registratori il cancelliere ha facolta' di farsi assistere da personale ausiliario.

5. La registrazione delle dichiarazioni sopra indicate mediante apparecchi non elimina l'obbligo del cancelliere di redigere il verbale ai sensi dell'articolo 495.

6. Tale verbale fa prova nel caso che le registrazioni disposte non abbiano, per qualsiasi motivo, avuto effetto ovvero non siano chiaramente intellegibili.

Capo IV. Dei giudizi speciali

Sezione I. Del giudizio in contumacia

Art. 497 Mancata comparizione dell'imputato per legittimo impedimento

1. Quando l'imputato anche se detenuto non si presenta all'udienza, ed e' provato che l'assenza e' dovuta ad assoluta impossibilita' di comparire per legittimo impedimento, la corte, il tribunale o il pretore, salvo quanto e' disposto nell'articolo 88, sospende o rinvia anche d'ufficio il dibattimento, secondo le circostanze, e prescrive, se occorre, che il provvedimento sia notificato all'imputato.76

2. Questa disposizione non si applica quando l'imputato, legittimamente impedito, chiede o consente che il dibattimento avvenga in sua assenza, e il giudice non ritiene necessaria la sua comparizione personale.

3. La prova dell'impedimento legittimo e' in ogni caso liberamente valutata dal giudice. Tale valutazione non puo' formare oggetto di discussione successiva, ne' motivo d'impugnazione.

4. Se alcuno fra piu' imputati e' legittimamente impedito e non ricorre il caso preveduto dal primo capoverso, il giudice ordina la separazione dei giudizi e procede immediatamente al dibattimento contro gli altri imputati, a meno che per evidente e assoluta necessita' del giudizio ritenga di rinviare il dibattimento.

5. Quando l'imputato, nel caso preveduto dal primo capoverso dell'articolo 125, ha conferito mandato speciale al difensore perche' lo rappresenti nel giudizio, non si applicano le disposizioni precedenti, a meno che sia provato che l'assoluta impossibilita' di comparire riguarda tanto l'imputato quanto il procuratore speciale.

Art. 498 Dichiarazione di contumacia

1. Se l'imputato non si presenta all'udienza e non e' provato che l'assenza e' dovuta ad assoluta impossibilita' di comparire per legittimo impedimento, il presidente o il pretore fa dare lettura della relazione di notificazione del decreto di citazione.

2. La corte, il tribunale o il pretore, sentiti il pubblico ministero e i difensori, se risulta che le notificazioni furono legalmente eseguite e i termini osservati, prescrive con ordinanza che si proceda oltre nel giudizio in contumacia dell'imputato medesimo, salvo che l'imputato abbia chiesto o consentito che il dibattimento avvenga in sua assenza. Se non puo' procedersi in contumacia, il giudice pronuncia ordinanza con la quale rinvia il dibattimento e dispone la rinnovazione degli atti, dei quali abbia accertato la nullita'.

3. La prova dell'impedimento legittimo, pervenuta dopo la pubblicazione della sentenza, non invalida il giudizio contumaciale.

Art. 499 Forme del giudizio contumaciale

1. Il giudizio in contumacia, in primo grado e in grado d'appello, ha luogo con le forme ordinarie.

2. In questo giudizio, e in ogni altro caso in cui si procede in assenza dell'imputato, e' data lettura dell'interrogatorio dell'imputato medesimo e di ogni altra dichiarazione ch'egli abbia resa nel procedimento.

3. Il difensore rappresenta l'imputato per tutti gli effetti.

Art. 500 Impugnazioni contro sentenze contumaciali

1. Quando si e' proceduto in contumacia, la sentenza e' notificata per estratto all'imputato ed e' soggetta alle impugnazioni stabilite per le sentenze pronunciate in contraddittorio, salvo quanto e' disposto nel secondo capoverso dell'articolo 199 e nell'articolo 210.

Art. 501 Comparizione del contumace

1. Se il contumace compare nel corso del dibattimento, prima che sia cominciata la discussione finale, ne e' fatta menzione nel processo verbale e l'ordinanza che ha dichiarato la contumacia e' revocata di diritto. Il presidente o il pretore informa sommariamente l'imputato di quanto e' avvenuto in sua assenza e ne assume l'interrogatorio.

2. In ogni caso il dibattimento prosegue dall'ultimo atto compiuto prima della comparizione del contumace, e non puo' essere sospeso o rinviato per cause che dipendano dalla precedente contumacia.

3. Queste disposizioni si applicano anche se alcuni degli imputati sono presenti e altri contumaci ovvero se tutti sono contumaci, e tutti o alcuni si presentano contemporaneamente o successivamente.

4. In nessun caso la discussione finale puo' essere interrotta o rinnovata per la presentazione di imputati contumaci.

Sezione II. Del giudizio direttissimo

Art. 502 Casi e modi del giudizio direttissimo

1. Quando una persona e' stata arrestata nella flagranza di un reato di competenza del tribunale, il procuratore del Re al quale l'arrestato e' presentato a' termini dell'articolo 244, se ritiene di dover procedere e se non sono necessarie speciali indagini, dopo averlo sommariamente interrogato, puo' farlo subito condurre in stato d'arresto davanti al tribunale, se questo siede in udienza penale; altrimenti, dopo aver disposto perche' l'arresto sia mantenuto, puo' farlo presentare ad una udienza prossima, non oltre il quinto giorno dall'arresto. Se non e' possibile provvedere in tal modo, il procuratore del Re procede con le forme ordinarie, osservate le disposizioni dei capoversi dell'articolo 246.77

2. Se si tratta di reato di competenza della corte d'assise, si puo' procedere a giudizio direttissimo nel modo predetto, soltanto se la corte si trova convocata in sessione, ovvero se deve essere convocata entro cinque giorni da quello dell'arresto.

3. Nello stesso, modo si puo' procedere quando il reato viene commesso da persona arrestata, detenuta o internata per misura di sicurezza.61392

Art. 503 Atti del giudizio direttissimo

1. Nel giudizio direttissimo, se l'imputato non sceglie subito un difensore, questi e' nominato dal pubblico ministero nel primo atto del procedimento, e, se cio' non e' avvenuto, dal presidente prima dell'apertura del dibattimento. L'offeso dal reato e i testimoni possono, a cura del pubblico ministero, essere citati anche oralmente da un ufficiale giudiziario o da un agente di polizia giudiziaria.

2. Il pubblico ministero, l'imputato e chi si costituisce parte civile nel dibattimento possono presentare testimoni senza citazione.
L'imputato puo' farsi assistere da un consulente tecnico, qualora il giudice ritenga di nominare un perito, a norma dell'articolo 455.

3. Se l'imputato ne fa domanda, il giudice, quando lo ritiene necessario, puo' accordargli un termine massimo improrogabile di cinque giorni per preparare la difesa, fissando per il dibattimento l'udienza, immediatamente successiva alla scadenza del termine. Nel frattempo l'imputato rimane in stato d'arresto.92

Art. 504 Sostituzione del procedimento ordinario al giudizio direttissimo

1. Chiuso il dibattimento, il giudice puo' disporre che si proceda con istruzione formale.

2. Se il giudizio direttissimo risulta promosso fuori delle circostanze prevedute dall'articolo 502, il giudice anche all'inizio del dibattimento ordina che gli atti siano trasmessi al pubblico ministero perche' proceda con le forme ordinarie.

3. In entrambi i casi il giudice ordina la liberazione dell'arrestato, se la legge non consente il mandato di cattura.

4. I provvedimenti predetti sono dati con ordinanza.

Art. 505 Giudizio direttissimo davanti al pretore

1. Nelle circostanze indicate nell'articolo 502 quando il reato e' di competenza del pretore, questi, dopo avere interrogato l'arrestato, puo' procedere a giudizio direttissimo.

2. Il pretore esercita i poteri conferiti al pubblico ministero e al giudice con gli articoli precedenti.

Sezione III. Del giudizio per decreto

Art. 506 Casi di giudizio per decreto e poteri del pretore

1. Il pretore che, nei procedimenti per reati perseguibili di ufficio, in seguito all'esame degli atti e alle investigazioni che reputa necessarie, ritiene di dover infliggere soltanto la multa o l'ammenda, puo' pronunciare la condanna per decreto senza procedere al dibattimento. Col decreto di condanna il pretore applica la pena, pone a carico del condannato le spese del procedimento, e ordina occorrendo la confisca o la restituzione delle cose sequestrate. Nei casi preveduti dagli articoli 196 e 197 del codice penale dichiara altresi' la responsabilita' della persona civilmente obbligata per l'ammenda.

2. Puo' anche disporre quando la legge lo consente la sospensione condizionale della pena, e la non menzione della condanna nel certificato penale rilasciato a istanza privata.

3. Il procedimento per decreto non e' ammesso quando l'imputato e' stato dichiarato delinquente o contravventore abituale o professionale o delinquente per tendenza e in ogni altro caso in cui risulta la possibilita' di applicare all'imputato una misura di sicurezza detentiva.

4. Se il decreto e' stato pronunciato fuori dei casi consentiti dalla legge, il procuratore del Re inizia, prima che sia sopravvenuta una causa estintiva del reato, l'azione penale nei modi ordinari. Il giudice con la sentenza pronuncia anche la revoca del decreto e degli atti d'esecuzione del medesimo, ordinando in caso di proscioglimento la restituzione delle somme pagate, e in caso di condanna la detrazione della pena gia' eseguita da quella inflitta con la medesima sentenza.

Art. 507 Requisiti formali del decreto penale. Opposizione

1. Il decreto di condanna contiene:

  1. 1° le generalita' dell'imputato e se ne e' il caso della persona civilmente obbligata per l'ammenda;

  2. 2° l'enunciazione del fatto, del titolo del reato e delle circostanze;

  3. 3° la sommaria esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui e' fondata la decisione;

  4. 4° il dispositivo, con l'indicazione degli articoli di legge applicati;

  5. 5° la data e le sottoscrizioni del pretore e del cancelliere.

2. Copia del decreto insieme con il precetto menzionato nell'articolo 586 e' notificata all'imputato, e quando ne e' il caso alla persona civilmente obbligata per l'ammenda, con avvertimento che hanno facolta' di proporre opposizione nel termine di cinque giorni dalla notificazione.

3. Trascorso questo termine senza che si sia proposta opposizione, il decreto diventa senz'altro esecutivo.

Art. 508 Opposizione proposta soltanto da alcuni interessati

1. Il decreto penale, quando e' pronunciato a carico di piu' persone concorrenti nello stesso reato, diviene esecutivo contro quelle fra esse che non hanno proposto opposizione, salvo quanto e' stabilito nell'ultimo capoverso dell'articolo 510.

2. Se l'opposizione e' stata proposta dal solo imputato o dalla sola persona civilmente obbligata per l'ammenda, gli effetti di essa si estendono anche a quella fra le dette parti che non fece opposizione.

Art. 509 Procedimento relativo all'opposizione

1. L'opposizione e' proposta dall'interessato personalmente o per mezzo di procuratore speciale.

2. Nella dichiarazione di opposizione deve essere chiesto il dibattimento e devono essere indicati specificamente a pena d'inammissibilita' i motivi dell'opposizione. Si osservano nel resto, in quanto sono applicabili, le disposizioni degli articoli 197 e 198.68

3. Se la dichiarazione d'opposizione e' stata fatta fuori termine o e' stata proposta da chi non ne aveva il diritto o e' priva delle indicazioni prescritte o se queste non sono specifiche, il pretore che ha emesso il decreto di condanna dichiara, con ordinanza, inammissibile l'opposizione, ordina l'esecuzione del decreto, pone a carico del condannato le spese ulteriori e puo' revocare i benefici indicati nel primo capoverso dell'articolo 506. Contro questa ordinanza l'opponente puo' ricorrere per cassazione.68

4. Fuori dei casi preveduti dal capoverso precedente, il pretore emette e fa notificare senza ritardo all'opponente il decreto di citazione per il dibattimento, a' termini dell'articolo 409.

Art. 510 Giudizio conseguente all'opposizione

1. Se l'opponente non si presenta all'udienza, senza giustificare un legittimo impedimento, il pretore pronuncia sentenza con la quale ordina l'esecuzione del decreto di condanna e da' gli altri provvedimenti indicati nel secondo capoverso dell'articolo precedente.

2. Se l'opponente si presenta, il decreto e' revocato. Qualora il pretore pronunci sentenza di condanna, puo' infliggere entro i limiti stabiliti dalla legge una pena maggiore di quella fissata nel decreto, negare i benefici indicati nel primo capoverso dell'articolo 506 e applicare le misure di sicurezza consentite dalla legge. Sono poste a carico del condannato anche le spese successive all'opposizione.

3. Quando l'opposizione e' stata proposta dal solo imputato o dalla sola persona civilmente obbligata per l'ammenda, il decreto e' revocato anche se si presenta soltanto quella fra le dette parti che non ha proposto opposizione.

4. Se la sentenza che decide sull'opposizione riconosce che il fatto non sussiste o non costituisce reato, il decreto di condanna e' revocato anche in rapporto a coloro che erano imputati dello stesso reato e che non hanno proposto opposizione.

Titolo terzo. Del giudizio sulle impugnazioni

Capo I. Dell'appello

Art. 511 Motivi e casi d'appello

1. L'appello e' proposto entro i termini e nei modi stabiliti nel capo ottavo del titolo quarto del libro primo.

2. L'appello, oltre che nei casi e con gli effetti determinati da particolari disposizioni, puo' proporsi contro le sentenze pronunciate nel giudizio e indicate negli articoli seguenti.

Art. 512 Appello contro sentenze del pretore

1. Contro le sentenze del pretore possono appellare al tribunale:

  1. 1) l'imputato nel caso di condanna per delitto o per contravvenzione punita con pena alternativa o per la quale non e' ammessa la oblazione ovvero quando e' stato dichiarato contravventore abituale o professionale;

  2. 2) l'imputato nel caso di proscioglimento da delitto o da contravvenzione per la quale la legge stabilisce la pena dell'arresto, qualora il proscioglimento sia pronunciato per estinzione del reato a seguito di giudizio di comparazione tra circostanze o per insufficienza di prove o per concessione del perdono giudiziale ovvero perche' si tratta di persona non imputabile o di persona non punibile perche' il fatto non costituisce reato, se e' stata applicata o puo', con provvedimento successivo, essere applicata una misura di sicurezza;

  3. 3) il rappresentante del pubblico ministero nel dibattimento davanti al pretore e il procuratore della Repubblica nel caso di proscioglimento, se l'imputazione riguardava un delitto o una contravvenzione punibile con l'arresto; e nel caso di condanna per delitto ovvero per contravvenzione punita con pena alternativa o per la quale non e' ammessa l'oblazione.

Art. 513 Appello contro sentenze del tribunale e della corte di assise

1. Contro le sentenze del tribunale e della corte di assise possono appellare, rispettivamente, alla corte di appello e alla corte di assise di appello, salvo che la legge disponga altrimenti:

  1. 1) l'imputato nel caso di condanna per delitto o per contravvenzione punita con pena alternativa o per la quale non e' ammessa la oblazione ovvero quando e' stato dichiarato contravventore abituale o professionale;

  2. 2) l'imputato nel caso di proscioglimento da delitto o da contravvenzione per la quale la legge stabilisce la pena dell'arresto, qualora il proscioglimento sia pronunziato per estinzione del reato a seguito di giudizio di comparazione tra circostanze o per insufficienza di prove o per perdono giudiziale ovvero perche' si tratta di persona non imputabile o di persona non punibile perche' il fatto non costituisce reato, se e' stata applicata o puo', con provvedimento successivo, essere applicata una misura di sicurezza;

  3. 3) il procuratore della Repubblica e il procuratore generale presso la corte di appello nel caso di proscioglimento, se la imputazione riguardava un delitto o una contravvenzione punibile con l'arresto, e nel caso di condanna per delitto ovvero per contravvenzione punita con pena alternativa o per la quale non e' ammessa la oblazione.

Art. 514 Appello contro sentenze su reati connessi

1. La sentenza pronunciata per reati connessi e' appellabile per tutti i capi, quando l'appello e' ammesso per alcuno dei reati medesimi, purche' tale appello venga proposto da chi ne ha il diritto.

Art. 515 Cognizione del giudice d'appello. Appello incidentale del pubblico ministero

1. L'appello tanto del pubblico ministero quanto dell'imputato attribuisce al giudice superiore la cognizione del procedimento limitatamente ai punti della decisione ai quali si riferiscono i motivi proposti.

2. Entro questi limiti, quando appellante e' il pubblico ministero:

  1. 1° se l'appello riguarda una sentenza di condanna, il giudice puo' entro i limiti della competenza del giudice di primo grado dare al reato una diversa definizione anche piu' grave, mutare la specie o aumentare la quantita' della pena, revocare benefici e applicare quando occorre le misure di sicurezza e ogni altro provvedimento imposto o consentito dalla legge;

  2. 2° se l'appello riguarda una sentenza di proscioglimento, il giudice pronunciando condanna puo' applicare insieme con la pena gli altri provvedimenti menzionati nel numero 1°;

  3. 3° se l'appello riguarda una sentenza di condanna ovvero una sentenza di proscioglimento, il giudice che la conferma puo' applicare, modificare o escludere, nei casi determinati dalla legge, le misure di sicurezza.

3. Quando l' appellante e' il solo imputato, il giudice non puo' infliggere una pena piu' grave per specie o quantita', ne' revocare benefici, salva la facolta', entro i limiti indicati nella prima parte di questo articolo, di dare al reato una diversa definizione anche piu' grave, purche' non venga superata la competenza del giudice di primo grado.

4. Quando l'appello e' stato proposto dal solo imputato, il pubblico ministero presso il giudice d'appello, entro otto giorni da quello in cui riceve la comunicazione prescritta nell'articolo 517, puo' presentare dichiarazione d'appello incidentale nella cancelleria del giudice predetto. Con la dichiarazione devono essere presentati i motivi a pena di decadenza. L'appello incidentale del pubblico ministero produce gli effetti preveduti dal primo capoverso e mantiene efficacia nonostante la successiva rinuncia dell'imputato alla propria impugnazione. L'appello incidentale del pubblico ministero non produce effetto in confronto del coimputato non appellante che non ha partecipato al giudizio d'appello.59