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Sez. 1, Sentenza n. 1506 del 09/05/1985 Cc. (dep. 30/05/1985) Rv. 169575 - 01

ATTI E PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE PENALE - FORME - IN GENERE - APPELLO SPECIFICO E PUNTUALE SUI PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE DI PRIMO GRADO - POTERI DEL GIUDICE DI APPELLO - PROVVEDIMENTO EMESSO - INTEGRAZIONE TRA LE DUE MOTIVAZIONI - POSSIBILITÀ - LIMITI - FATTISPECIE.*
Stato
decisa il 1985-05-09
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/169575-01

ATTI E PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE PENALE - FORME - IN GENERE - APPELLO SPECIFICO E PUNTUALE SUI PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE DI PRIMO GRADO - POTERI DEL GIUDICE DI APPELLO - PROVVEDIMENTO EMESSO - INTEGRAZIONE TRA LE DUE MOTIVAZIONI - POSSIBILITÀ - LIMITI - FATTISPECIE.*

Nel caso di specifici ed autonomi rilievi dell'appellante sulla erronea e carente valutazione degli elementi probatori e sulla inidoneità, logica e giuridica, degli elementi accertati per pervenire a determinate conclusioni, il giudice di secondo grado è tenuto ad esaminare i punti messi in discussione e non può limitarsi a rinviare alle considerazioni del primo giudice, dato che, se queste possono integrare la decisione del giudice di appello, non possono, però, totalmente sostituirla. Infatti, l'integrazione tra le due motivazioni è consentita qualora nei motivi di appello non siano dedotti elementi ed argomenti diversi da quelli già esaminati e disattesi, con esauriente motivazione, dal primo giudice, con conseguente Mancanza di materia per una utile nuova discussione. (fattispecie in tema di appello avverso una ordinanza di rigetto di scarcerazione per sopravvenuta carenza di indagini). (V mass n 163060).*

Riferimenti normativi: Cod. Proc. Pen. art. 148, Cod. Proc. Pen. art. 475 com. 3

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)